"Inutile pensare di poter competere al cospetto di squadre come il Real Madrid, Barcellona, Manchester City e PSG che hanno risorse economiche nettamente superiori a quelle del Napoli. Tutto ciò, però a Rafa non fa paura. E' cosciente del fatto che è alla guida di una squadra che ha bisogno di tre o quattro anni di crescita per diventare estremamente competitiva perchè l'economia impresariale non permette che in un solo anno si possano comprare 10 giocatori di alto livello per costruire una squadra da subito in grado di lottare con i top club europei. Se invece si pensa a comprare 2 top player all'anno per 3 o 4 anni, come al Liverpool, si arriverà a comporre una grandissima squadra. Sono convinto che se De Laurentiis mantiene le sue promesse tanto dal lato degli impianti tecnici da migliorare e se ovviamente si impegnerà ad offrirgli una rosa sempre più competitiva, Rafa non si spaventerà". Parola di Manolo Garcia Quilon, agente di Rafa Benitez. Sembrano parole dette poche ore fa, in realtà sono datate marzo dello scorso e rilasciate in esclusiva a CalcioNapoli24.it (clicca qui per leggere). Col tecnico in scadenza inevitabilmente si riapre il dibattito: Benitez resta o va via? Bisogna andare per gradi e analizzare ciò che non convince l'ex idolo dell'Anfield. Benitez sperava in cuor suo di poter emulare il modello Liverpool, dove aveva ampi poteri. Il risveglio, dopo un anno da favola, è stato traumatico. Napoli non è Liverpool e De Laurentiis quando si parla di 'rischio d'impresa' cambia discorso. Si spende soltanto ciò che si ricava. Una gestione virtuosa, ma che adesso inizia a diventare troppo stretta per un club con potenzialità da grande squadra.
LE PREMESSE - Le premesse lasciavano presagire ad un periodo di massimo splendore per il club azzurro. Napoli in Champions e col tesoretto Cavani da spendere. Arrivano tre giocatori dal Real Madrid (non succederà mai più, ndr), diversi nazionali e Benitez in panchina. De Laurentiis, da straordinario comunicatore, riesce a convincere Rafa con un blitz lampo a Londra. Il resto è storia recente. Record di punti, reti segnate, calcio champagne a tratti, coppa Italia in bacheca. Un puzzle da completare con pochi tasselli di qualità. E invece...
LE PROMESSE - Dopo le premesse, le promesse. A Benitez era stato promesso di completare un organico già competitivo con l'inserimento di 3-4 elementi di medio-alto livello per l'undici titolare, più valide riserve. Le richieste avanzate dal tecnico di Madrid non erano proibitive, assolutamente in linea con i rigidi parametri fissati dal club. La linea mediana, tutta corsa e muscoli, doveva essere Gonalons-Kramer. Col primo il discorso era stato già avviato nella finestra di mercato invernale, dove De Laurentiis per soli due mln (il Lione ne chiedeva 16, il Napoli offriva quasi 14) decise di non chiudere la trattativa. Le scelte sbagliate si pagano. Dopo qualche mese, infatti, il patron viene mollato sull'altare. Contratti già pronti, Aulas in fretta e furia dal Brasile per sentirsi dire: "Non me la sento di cambiamenti, la mia compagna è in dolce attesa". Stesso discorso si può dire per Kramer. Trattato in gran segreto, entourage in visita per tre giorni a Castelvolturno (clicca qui per leggere) per sentirsi dire dopo il Mondiale vinto: "No, grazie". Motivi più ambientali che prospettici. E' qui che la società avrebbe dovuto dimostrare di essere una società di calcio e non solo una proprietà attenta ai bilanci. Le occasioni per rimediare ci sono state. Tante, troppe, quelle non colte. Da Javi Garcia, Sandro, passando per Lucas Leiva e Fellaini. Bisognava dare una prova di forza, nuova linfa al progetto e dimostrazione a Benitez di poter ancora competre ad alti livelli. Nulla di ciò è stato fatto. La tattica 'attendista' si è rivelata sciagurata e strategicamente folle alla vigilia di una gara dentro- fuori col Bilbao in Champions League con la spina dorsale reduce dalle fatiche del Mondiale.
IL RISCHIO - Il Napoli rischia un ridimensionamento. Il progetto, soprattutto alla luce dell'eliminazione dalla massima competizione continentale, ha subito un brusco rallentamento per i tanti mln andati in fumo oltre alle motivazioni e all'appeal che esercita la coppa sui tesserati. Senza garanzie di alcun tipo: centro sportivo all'avanguardia e di proprietà, restyling stadio, progetto settore giovanile e soprattutto l'upgrade del salary cap della rosa, non ci sono i margini per poter continuare col tecnico iberico. De Laurentiis e Benitez hanno già affrontato il discorso. Secondo quanto raccolto in esclusiva da CalcioNapoli24.it il club avrebbe proposto a Benitez in primo luogo un prolungamento di tre anni, successivamente addirittura di cinque! Le sensazioni non sono al momento positive. Benitez ci ha messo la faccia in alcune trattative convincendo giocatori del calibro di Higuain e Albiol, due nomi su tutti, ad accettare Napoli ma si è sentito 'tradito' in estate quando bisognava dare dimostrazione di voler crescere e vincere. Non è una questione di soldi, del resto pochi giorni prima di firmare del Napoli come rivelò l'agente era stato contattato anche dal Psg, ma di continue sfide da affrontare e superare. Benitez ha trionfato dove altri non riuscivano da anni: Extremadura, Valencia, Liverpool e in condizioni ambientali avverse come Chelsea e Inter. E' un manager che ha lasciato un segno indelebile ovunque abbia allenato, per il metodo di lavoro e l'organizzazione societaria data. Ha bisogno di sentirsi motivato, motivando e spingendo a dare il massimo allo stesso tempo chi lo circonda.
EVENTUALI RIPERCUSSIONI - L'addio di Benitez avrebbe ripercussioni devastanti sulla rosa aprendo ad una vera e propria diaspora dei tesserati. E non solo. Come vi abbiamo già raccontato nei giorni scorsi c'è anche l'intero staff scouting (Mantovani-Micheli-Zunino) in scadenza, invidiato e corteggiato da diversi club anche in Italia. Anche il ds Riccardo Bigon ha un solo anno di contratto. De Laurentiis rischia in un colpo sono di vedere sgretolarsi tutte le certezze lato tecnico costruite con abilità e fortuna negli anni scorsi perdendo dei validissimi collaboratori. Verba volant, scripta manent. E' il momento di dimostrare con garanzie adeguate di voler rimediare agli errori fatti in estate. Niente più fiabe come quella dello Scudetto da raccontare con una rosa incompleta, ma trasparenza e programmazione. Aurelio se ci sei batti un colpo...
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