Addio a Insigne e saluti ad un ciclo ormai chiuso: adesso tocca alla società

Editoriale  
Addio a Insigne e saluti ad un ciclo ormai chiuso: adesso tocca alla società

Battuto il Genoa 3-0 e saluti ad Insigne

E' stata la partita di addio di Insigne: l'ingresso col presidente, gli striscioni, il discorso, il gol e il giro di campo. Il giusto tributo per uno dei protagonisti dell'ultimo emozionante decennio. Con la sua partenza si può dire chiuso un ciclo. C'è molto da lavorare, molto da pianificare.

E' stata la partita della conquista del terzo posto di questo campionato: non male come piazzamento. E poi è stata la partita della quasi retrocessione del Genoa: encomiabili i mille sostenitori rossoblù presenti quest'oggi. A proposito, magari tra i vari punti da pianificare, c'è da sanare il rapporto con la piazza: i  fischi dagli altoparlanti possono coprire i cori di contestazione, non la distanza e le crepe evidenti tra club e parte della tifoseria.

Eppure la partenza e il prosieguo del primo tempo non lasciava pensare che sarebbe potuta finire 3-0. Genoa aggressivo con tanti palloni recuperati e tante conclusioni verso la porta. La traversa di Yeboah sembrava il preludio al vantaggio della squadra di Blessin, per via anche dei diversi errori degli azzurri. Così quando meno te lo aspetti è arrivato il gol di Osimhen: su preciso cross di Di Lorenzo, uno stacco in volo d'altri tempi. La punta alterna limiti tecnici a gesti di rara bellezza come quello di oggi.

Nel secondo tempo non c'è stata storia con un Anguissa in versione Gullit e Mertens nelle vesti di suggeritore. Il primo in attesa di riscatto, il secondo del rinnovo: una base per programmare.

La strana ripetizione del rigore regala l'ultima gioia casalinga per Insigne in maglia azzurra: festa grande è stata ma un po' malinconica. Chissà, con un po' di volontà da entrambe le parti forse sarebbe potuto restare un po' di tempo in più. Fabian, Mertens, Ghoulam, Ospina, Koulibaly, in scadenza a giugno e il prossimo anno, resta la fine di un ciclo da gestire.

I conti li ha poi chiusi una spettacolare discesa di Lobotka sulle macerie del Genoa: una rete che rende merito alle qualità messe in mostra quest'anno dal centrocampista.

Il sipario è calato per dare spazio ai saluti e ai titoli di coda all'avventura di Insigne in maglia azzurra. Quella di altri profili proseguirà qui a Napoli, come quella di Spalletti che al di là di certe uscite non condivisibili, anche oggi gli va riconosciuta la terza piazza conquistata. Obiettivo soddisfacente, almeno per quest'anno.

Con i saluti ad Insigne è finito un ciclo: servono uomini forti, con destini forti, per aprirne un altro. Il campionato è finito, aspettando la formalità con lo Spezia: adesso la palla passa alla società. Forse quello di Insigne non sarà l'unico addio doloroso o almeno di un protagonista degli ultimi anni. Tocca costruire il futuro che è già pieno di aspettative, tocca aprire un nuovo ciclo.

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