Gli scontri diretti vanno giocati, alcune partite vanno vinte. Oggi è stata giocata, è stata persa nel modo peggiore possibile: sprecando sotto porta occasioni nitide e ricadendo ancora una volta nella poca concentrazione sui gol concessi. È un peccato che Inter-Napoli, partita magari non lucidissima ma grande spot che avrà fatto divertire tanti, finisca 3-2. Perché certifica la regola più vecchia del calcio: gol sbagliato, gol subito. Per fortuna c’è subito l’Arsenal, così il replay del mancato gol di Anguissa (ancora più di Neres) può restare in loop per molte meno ore del dovuto.
Cosa racconta Inter-Napoli? Un match di cui ci si ricorderà dell’ingresso di Badiashile per Alisson, del gol del 2-2 sul quale il francese è in ritardo su Thuram, delle occasioni non concretizzate. Non rappresenta però del tutto la realtà, perché, a dirla tutta, si è vista una crescita esponenziale nella qualità del gioco e nella risalita del campo dalla mezz’ora in poi, quando Vergara e Anguissa riescono ad allungarsi. Si è vista una squadra sempre viva, che conferma la capacità di non uscire mentalmente dal match e migliora, almeno in parte, la questione dell’azzannare l’errore avversario. Anche il pressing che porta allo 0-2, ad esempio, va in questa direzione. Però poi c’è il risultato.
Resta il risultato, restano i tre punti in classifica e il cambio difensivo di Allegri che gli si ritorce contro: una squadra che si abbassa un po’ troppo per mantenere il risultato raggiunto. Un grande peccato, per fortuna c’è la Champions League, quindi le critiche dovranno subito finire. Andrà migliorata la concentrazione: è la seconda partita di seguito che il Napoli non mantiene fede alla regola del prendere gol se gli avversari sono stati più bravi. Passare da 0-2 a 3-2 con più di un errore sta diventando una consuetudine.