Mentalità a intermittenza, la scusa delle palline sfortunate e il pericoloso all-in: ora la pressione è doppia

Editoriale  
Maurizio Sarri allenatore del NapoliMaurizio Sarri allenatore del Napoli

Concentrare energie fisiche e mentali sul campionato. E il ritornello si è imparato a memoria. Ancora da capire come si possa essere felici per una magra figura fatta in una competizione europea, ma probabilmente resterà un interrogativo irrisolto. 

Modalità interruttore

Attivare e disattivare il cervello come se si premesse un tasto ‘concentrazione si/no’ resta cosa difficile. Pericoloso se ciò avviene a “60 ore di distanza da un’altra partita”. Se il difficile è sempre stato avere la giusta mentalità per 38 partite in campionato, appare complesso capire come un cambio così repentino di atteggiamento possa giovare al processo di maturazione mentale di una squadra. 

Nessun dramma: tra tifosi, giocatori e allenatore si fa fatica a capire chi volesse di meno andare avanti in questa competizione tanto ripudiata quale l’Europa League. 

La pallina non assiste gli audaci

Poi però ci si appella alla sfortuna nei sorteggi di Champions quando si beccano squadre forti di seconda fascia (il Napoli quest’anno apparteneva alla terza). La Juventus è sempre assistita dalla dea bendata, forse perché dopo aver fatto tanto per arrivarci in Europa, almeno se la gioca: due finali in tre anni. 

Nessuno attribuisce al Napoli il compito di arrivare in fondo alla Champions. Come nessuno discute l’impiego delle riserve che, parafrasando un vecchio allenatore che qualche coppa l’ha vinta, ci può stare

Resta che una squadra composta da Koulibaly, Hysaj, Mario Rui, Diawara, Zielinski, Rog, Hamsik, Callejon soccomba così. Onore e meriti a Sarri per averlo ammesso in conferenza, un pizzico in meno perché se l'atteggiamento è quello visto qualche responsabilità risiede anche in lui. 

La Napoli calcio in questo momento rappresenta un controsenso, oltre che una meravigliosa realtà. Prima in classifica, tra le migliori espressioni di gioco. Ma l’Europa di questo ha visto poco o nulla. 

Si vuole andare all-in sullo scudetto. Ben venga, ma adesso quella pressione che il tecnico cerca sempre di scrollare dai suoi si è trasformata in una lavatrice sulle spalle. Perchè se è vero che "i giornali davano Juve, Roma e Inter davanti al Napoli" (ed è vero), oggi questa sfacciata scelta del campionato fa puntare i riflettori più che mai sul Napoli. 

di Leonardo Vivard -Twitter: @LeonardoVivard

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