"Togliere i punti di forza, vale a dire il palleggio e l'attacco della profondità". Allegri l’aveva detto, ma come farlo? Abbassando il baricentro ad altezze siderali, costretto anche dal Como che sin nei primi 15’ si alza tanto e nega ogni tipo di possesso (al 23’ è il 31%, Hojlund tocca cinque palloni e al sesto deve costruirsi da solo il gol del pareggio). Il Napoli è un cantiere ed il Como è qualcosa di molto più concreto, molto più ficcante al momento di punire l’errore sull’1-2, chiude con 13 tiri al 45’ mentre sono solo 10 i palloni toccati in area di rigore (contro 23): c’è una fatica ricorrente nell’arrivare davanti a Butez, se non girando il pallone per un’oretta.
di Claudio Russo (@claudioruss)
Ci sta fare una partita più difensiva, non il concedere libertà sulla trequarti con una vivacità dubbia del trio di centrocampo. Passa un’ora prima di vedere un calo del Como, ma se c’è un merito del Napoli è quello di non dare l’impressione di andare fuori dal match. Però è un merito, mica un risultato positivo. L’inserimento di De Bruyne ha ravvivato una zona, quella della trequarti, abbastanza insipida che però non può far piacere, perchè il Napoli ha la capacità di poter fare molto meglio, è nei piedi dei calciatori che erano in campo.
È il 30 agosto, non potrà essere continuativo il piano partita aspettare il calo dell’avversario e sfruttare i cambi a disposizione, è un’idea offensiva per la qualità che nella squadra. Non in tutti, magari, ma con una distribuzione più o meno allargata. Non serve sempre aspettare, basta un po' più di coraggio perchè la qualità c'è. Poi c’è da capire se arriverà qualcosa dal mercato, se qualcuno uscirà, se arriverà un Under perchè le liste quelle sono. Ma ci sarà tempo tra qualche giorno per tirare le somme, poi arriverà l’Inter, poi la Champions League. Magari fa prima il coraggio, perchè il tempo non è tantissimo.