di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
"(So come on) jump on board / Take a ride (yeah) / (You'll be doin' it all right) / Jump on board feel the high" (Robbie Williams & Kylie Minogue, cantando "Kids", nel 2000 sapevano già cosa sarebbe successo nel post-partita di Napoli-Juventus).
SUPER - La mente si fa fredda, le emozioni rientrano lentamente nel cuore dopo aver vagato per ore, da Doha a Napoli, dall'Al-Sadd Stadium a piazza del Plebiscito. Una Supercoppa infinita, decisa da due super-giocatori come Carlos Tevez e Gonzalo Higuain, due super-talenti che hanno due super-attributi e super-talento. Una Supercoppa vinta da un super-allenatore come Rafa Benitez, arrivato alla quarta stagione consecutiva con un trofeo vinto: meglio di lui soltanto Pep Guardiola inarrivabile a quota sei.
L'EQUILIBRIO DEGLI OMETTINI - Un allenatore bistrattato da tanti, a cui chiedevano di far fuori Hamsik, di far fuori Higuain, di mettere Zapata, di far fuori Rafael, di far fuori talvolta anche se stesso. Rafa non ha dato ascolto a nessuno di loro e ha tirato avanti per la sua strada. Coerente fino in fondo. Perchè anche se mangi lo sterco riesci sempre ad uscirne, ed è bellissmo poi ammirare le giravolte delle tante opinioni e dei tanti commenti che si leggono su di lui, su di Rafael (che, comunque, mantiene i suoi limiti e questo sia chiaro), su di Marek Hamsik (da cui ci aspettiamo continuità nel 2015, non le passeggiate in campo) e su tanti altri è impressionante e vomitevole. Ci vuole equilibrio, no? Infatti, da ore, non si leggono inviti a cambiare modulo e buffonate varie.
TOUR DE FORCE AL TERMINE - Comunque, dopotutto, bisogna fare un ragionamento un po' più serio e lasciare da parte gli omuncoli pronti ad inginocchiarsi e a stendere tappeti rossi ai piedi di Rafa (anche qui, poco equilibrio). A metà ottobre Rafa Benitez fu chiaro: "Fino a gennaio penseremo solo al campionato. Non abbiamo fissato una data, ma le partite di adesso sono più importanti". Le partite erano 15: sette vinte (Young Boys, Slovan, Verona, Roma, Fiorentina, Parma, Juventus), sei pareggiate (Sparta Praga, Inter, Atalanta, Cagliari, Sampdoria, Empoli) e due perse (Young Boys e Milan). Il tour de force è finito nel migliore dei modi, con il secondo trofeo in bacheca nel giro di 7 mesi e mezzo. Qualsiasi discorso sul contratto era stato rinviato al post-Supercoppa.
FATTI, NON PAROLE - Facciamo passare questi giorni in tranquillità, ancora con l'ebbrezza del trofeo vinto e della Juventus sconfitta. Qualche giorno con i parenti, a Liverpool o a Roma che sia. Ma poi si pianifichi il futuro: bene il mercato con Gabbiadini e forse Strinic, ma si inizi a parlare di rinnovo, si inizino a buttare le basi. De Laurentiis metta da parte le parole (nel giro di 24 ore è passato da "Se questo progetto non lo convince per problemi che non mi riguardano allora può andare via" a "Ho fatto bene a ingaggiarlo, speriamo di continuare assieme questa avventura. Rafa è un galantuomo") e faccia parlare i fatti. Propongano, lui e Rafa, qualcosa di concreto, senza navigare a vista. Non si faccia seguire alle belle parole la pochezza delle azioni. Sarebbe una opportunità da non sprecare. Sarebbe un delitto. Vincere aiuta a vincere, aiuta società, ambiente e calciatori. Higuain sa come si fa. Benitez sa come si fa. De Laurentiis forse sta imparando. Allora perchè non gettarsi a capofitto in un allenatore che, sempre mantenendo il solito equilibrio, se ne frega degli omettini pronti a chiamarlo 'Professore' e va avanti per la propria strada, con le proprie idee, portando a casa trofei?
PS: poi, sia chiaro, il Napoli ha ancora dei problemi da risolvere nella fase difensiva.
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