Il Napoli è tornato a giocare un calcio di eccellente fattura, a conferma della enorme qualità dei singoli a disposizione: l’azione dello 0-2, con Mertens e Zielinski, è un timbro ben preciso di ciò che sanno fare con i piedi i calciatori azzurri, guidati da un signore in panchina che li mette nelle condizioni migliori di esprimersi.
Il problema, però, è che le partite durano 90 minuti: perdere uno dopo l’altro Insigne, poi Fabian, infine Koulibaly, mette il Napoli di fronte ad un terzo di gara in cui viene messa in mostra una discreta dose di paura, come di una squadra che perde tutto ad un tratto delle certezze, e che certezze. Il cuore non basta a superare l’ostacolo stavolta, anche perchè di fronte c’è una squadra che reagisce, non come la Lazio domenica, e che sa giocare con una certa dose di qualità. Ci ha messo del suo anche l’arbitro Pezzuto, un po’ confusionario: sulla punizione del 2-2 c’è un contrasto dubbio su Rrahmani, sul gol del 3-2 solo il VAR lo salva da un errore evidente.
Cosa resta di questo Sassuolo-Napoli? Alcune note positive ci sono eccome: il superamento del primo pressing - almeno fino a quando Frattesi rallenta Lobotka -, il gioco alternato su entrambe le fasce (Di Lorenzo si diletta anche nel portare palla), una bunissima fase difensiva che tiene il Sassuolo lontano dalla porta di Ospina per due terzi di gara, l’uso degli spazi offensivi con i movimenti di Mertens nel lasciare spazi, alternandoli, a Zielinski e Fabian.
Una qualità a profusione che sgorga dai piedi e dalla mente del Napoli, vanificata dagli ultimi venti minuti: usciti tre pilastri della squadra, chi resta in campo appare impaurito, come se fossero senza più certezze. Il contraccolpo psicologico, unito alla riscossa del Sassuolo, ha fatto il resto. Escludendo una giocata singola di Petagna, il Napoli gli ultimi venti minuti li ha passati nei pressi di Ospina. Capitolando anche per errori suoi: Koulibaly che lascia qualche centimetro di troppo a Scamacca, Ferrari colpevolmente solo. Due punti persi, dopo aver dimostrato qualità ed una buona dose di cuore. Ma la paura ed il timore hanno preso il sopravvento, peccato.