Una vittoria di corto muso, con il gol che arriva al primo tiro nello specchio della porta, dopo aver dimostrato poca cattiveria nelle occasioni, non certo pulitissime, create nella prima ora di gioco. Massimiliano Allegri cercava il risultato prima e la prestazione poi, ed effettivamente è andata così. Non potrà andare sempre in questa direzione, ma tra Bologna e Fiorentina servivano punti per smuovere la classifica e sopire i primi sussurri sulla proposta di gioco.
di Claudio Russo (@claudioruss)
Il Napoli tenta di aggredire, poi quando il Bologna attacca si accetta il rischio di incappare in un uno contro uno e non si è esenti da errori di concentrazione, vedi il gol annullato preso su calcio da fermo. La prima mezz’ora? Un solo pallone giocato centralmente palla a terra, quello dell’occasione di De Bruyne, poi una serie di cross e la ricerca del dribbling di Spinazzola su Holm nel corridoio aperto da Vergara. Primo triangolo cercato? Al 36’, Gilmour-De Bruyne-Gilmour, non completato. Il Napoli nella prima ora di gioco non tira mai nello specchio della porta, non è cattivo abbastanza da farlo, non ha un impianto offensivo capace di essere chiamato tale, eppure basterebbe un movimento in verticale per trovare lo spazio giusto, come sul gol di Lobotka.
Allegri sarà fiero di questa vittoria che arriva con il più classico del cortomusismo, episodio numero 1. Con la scoperta di Costantino Favasuli, che più delle doti tecniche - che ci sono, per quello che deve fare l’esterno è più alter-ego di Politano che di Di Lorenzo - mette in campo la voglia di mettersi in mostra, un po’ di fame agonistica. Quella un po’ sbilenca in altri compagni di squadra. Ma oggi serviva il risultato, e insomma è arrivata.