di Fabio Cannavo
E’ il peggior Napoli della stagione. Almeno quando si è pareggiato con Cagliari, Empoli e Palermo sono stati fatti tre o due gol e create palle gol a bizzeffe. Stasera nemmeno quelle. E’ mancato tutto al Napoli, il coraggio prima di tutto. 2 a 0 a San Siro, altrimenti nei giorni seguenti come si farà a criticare la posizione di Benitez? Il tecnico spagnolo ha sì qualche colpa, sarebbe un’eresia ammettere il contrario, solo per il desiderio di vedere un film al quale mancano gli attori più importanti e non solo. Fare gioco, creare azioni da gol, con questi elementi, diventa impossibile. L’idea di Benitez è sempre stata questa, offrire un calcio frizzante e spumeggiante, ma se Jorginho e Lopez (senza citare l’ormai inesistente Hamsik e il timoroso de Guzman) dimenticano come si fa il ruolo del centrocampista diventa dura. Callejon è in calo, così come Mertens che, dall’inizio della stagione, si può dire che ancora non ha dimostrato le sue capacità. La difesa è in bambola, il portiere non offre le sicurezze necessarie. E’ un Napoli confuso, forse consapevole di ciò che è. Tanti i limiti dovuti ad una rosa incompleta, con un reparto, il centrocampo, non da squadra di vertice. Quelli in mezzo al campo non interpretano alla perfezione l’idea di calcio di Rafa Benitez. Il 4-2-3-1 è un modulo che richiede sacrificio e tanta, ma tanta, qualità, specialmenye nella zona nevralgica del campo. E il Napoli si presenta con David Lopez (da compitino), Gargano (l'unico con carattere, ma i piedi...) Jorginho (involuto) e Inler (discontinuo). Suvvia. Il mister ha una colpa su tutte: quella di non sbandierare ai quattro venti che con quest’organico più del terzo posto non si può ottenere. Ed in quest’ottica, anche un 2 a 0 al Meazza, contro il Milan, non diviene più tragedia, ma un prevedibile risultato. Per imporre il proprio gioco c’è bisogno di qualità in ogni reparto. La palla viene fatta girare e non si può notare che l’esterno di fascia abbia difficoltà seppure nello stop. Urgono innesti dal mercato, se proprio si vuol dare retta a Benitez.
NERVOSISMO ACUTO – Ormai è chiaro, non è sereno. Higuain sbraccia ad ogni palla persa, sia quando Rafael comincia l’azione dalla difesa, sia quando Callejon gli cede una palla lenta. Ok. Ma questo atteggiamento non giova ad alcuna squadra. Così s’infrange l’idea di gruppo, idea che da sempre ha portato ad arrivare a grossi traguardi. Così non va caro Pipita. Non è con una bomba da lontano che guadagni la stima dei tifosi. A volte lo spirito di gruppo vale più di mille goal.
UN MENEZ DA SBALLO – Oggi ne ha combinate di tutti i colori. Forse è la prima volta che Koulibaly, in stagione, ha sofferto così tanto un suo avversario. Il francese del Milan ha creato non pochi problemi a tutta la retroguardia del Napoli per via della sua posizione. Spesso veniva a prendere la palla sulla trequarti e uno tra Albiol e Koulibaly accorciava su di lui lasciando profonde crepe alle spalle, proprio come nell'occasione del 2 a 0 di Bonaventura.
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