Che si fa?
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Lorenzo Insigne aspetta di conoscere il suo futuro, le vicenda rinnovo tiene tutti col fiato sospeso
Il Napoli e Lorenzo Insigne, Lorenzo Insigne è il Napoli. Ne è il capitano, ne è il calciatore simbolo. Campione d'Europa con la Nazionale Italiana, così come Alex Meret e Giovanni Di Lorenzo, a 30 anni compiuti, è in attesa di conoscere il proprio futuro. In realtà nella sua testa, forse, tutto è chiaro, i tifosi aspettano con trepidazione, ma dalla società non arrivano certezze, se non frasi che di riferimento a Lorenzo hanno poco ma che del mercato del Napoli di oggi fanno comprendere tante cose.
La posizione di Insigne

Insigne sa di essere a casa sua, sa di poter avere l'appoggio di chi lo ama e lo vede per sempre con la maglia del Napoli addosso. Lui che è cresciuto nell'azzurro, che ha avuto qualche piccola parentesi altrove, vedi Foggia o Pescara con Zeman, Immobile e Verratti ma che ha fatto di tutto per essere profeta in patria. Dai primi screzi di mazzarriana memoria, a simbolo con tutti gli ultimi allenatori: da Benitez a Sarri, ad Ancelotti, passando per Gattuso e ora Spalletti. Lorenzo vuole restare, questo è chiaro, è evidente dai suoi atteggiamenti di massima professionalità. Non ha nessuna intenzione di forzare la mano, anche se la questione rinnovo va avanti da un bel po' di tempo.
La posizione del Napoli e di De Laurentiis

Il Napoli, e De Laurentiis in particolare, dal canto suo ne fa un problema economico. L'idea del presidente è quella di abbassare l'altissimo monte ingaggi che oggi si ritrova, 156 mln lordi, tanto evidenziati nella conferenza stampa di qualche tempo fa a Roma. Pesano troppo nell'economia di un club che si ritrova, ma essendo stato sempre con i conti in regola, a vivere un momento particolare: la pandemia che ha colpito il mondo intero, ha reso difficile la gestione societaria e, con stadi chiusi e assenza di introiti se non limitati in molti casi, la situazione va gestita con parsimonia. Stringere la cintura, questo è il pensiero: infatti, al momento dal mercato estivo non è arrivato nessun calciatore, serve vendere per poter comprare. Serve cedere come fatto con Ciciretti e Tutino, per ora, come magari accadrà con qualche altro calciatore, per mettere insieme quella disponibilità economica che servirà per acquisire un terzino sinistro e un centrocampista, come richiesto da Spalletti che prosegue la preparazione con la rosa a disposizione a Castel di Sangro. "Chi c'è, c'è, chi non c'è non c'è" ha tuonato due giorni fa De Laurentiis durante un convegno tenutosi al Palasport di Castel di Sangro: "Mi perdonerete ma devo andare via, devo incontrarmi con Spalletti e Giuntoli per parlare di mercato...manca poco tempo e stiamo lavorando per il bene della squadra". Parole che suonavano come strategia, alla luce anche dei fatti che si sono poi compiuti, con l'arrivo in ritiro, all'Hotel Aqua Montis, di Vincenzo Pisacane, agente del folletto di Frattamaggiore nella giornata di ieri. Ufficialmente, per parlare di Contini, ufficiosamente per avere un approccio anche per Insigne, il suo assistito numero 1. C'era Giuntoli, c'era Edo De Laurentiis, però non c'era Aurelio De Laurentiis, forse qualche uscita social non è andata giù... E cosa sarà accaduto? Le sensazioni sono quelle di un amore a termine, ancora per questa stagione. Restare senza rinnovo, in quanto c'è distanza tra eventuale volontà di abbassare l'attuale ingaggio del giocatore e richiesta dello stesso di rinnovo a vita. E allora via alle danze... Subito salta fuori l'interesse dell'Inter, in passato si era interessato il Milan, club esteri hanno sempre attenzione massima su di lui. 25-30 mln di euro sarebbe l'attuale richiesta per la cessione, ma parliamo pur sempre di un calciatore che tra poco più di 5 mesi potrebbe accordarsi a zero con un altro club. E in tutto questo cosa pensa Spalletti? Lui è stato chiaro, vuole tenersi Insigne, il proprio capitano, e, quando l'ha incontrato e sentito prima ancora telefonicamente, gli ha detto a chiare lettere che è al centro del suo progetto.
L'ambiente

I tifosi sono dalla sua parte. A Castel di Sangro basta il suo ingresso sul terreno di gioco dello stadio Teofilo Patini per acclamarlo, osannarlo. Per non parlare di quando fa gol col marchio di fabbrica, il tiro a giro, provato e ripetuto più e più volte. Ha sempre il sorriso, trasmette tranquillità e si impegna al massimo. Non ha avuto contatti diretti con i tifosi, anche se qualcuno l'ha incontrato prima della gara con l'Ascoli all'esterno dell'Hotel Aqua Montis in un confronto pacifico nel quale si è parlato di tutto, anche del famoso Napoli-Verona.
Ora non resta che decidere, il tempo stringe e va presa una decisione: per il bene comune, per il suo e della squadra della sua città.
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