Paolo Cannavaro ne ha vissuti di momenti importanti con la maglia azzurra, diventando simbolo e capitano di un gruppo che risaliva la china. Il 2006 firma il suo ritorno a casa, in serie B e contribuisce alla cavalcata alla serie A. Ne sono passati di compagni ai suoi fianchi, da Domizzi e Maldonado, primi della serie, ai vari Grava, Britos, Gamberini e Campagnaro di oggi. Il tempo passa, i compagni anche, ma lui è sempre lì, al centro della difesa. Sembra quasi essere intoccabile, ma l’avvento del nuovo tecnico, Rafa Benitez, e il susseguente cambiamento tattico con il passaggio dalla difesa a tre, storica dell’era De Laurentiis, alla prima vera e propria difesa a quattro, potrebbe creargli qualche grattacapo. Si fanno tanti nomi, molto importanti, per rinforzare il pacchetto arretrato. Lo spagnolo cerca colossi da posizionare al centro della sua nuova difesa e, allora, verrebbe da dire: “E Paolo?”. Il capitano non ha timori e da leader del gruppo, accetta e si stimola con la concorrenza, ma, qualora dovessero arrivare calciatori importanti proprio per il reparto difensivo, ci sarebbe una folta concorrenza e una concreta possibilità di trovare difficoltà nell’essere titolare.
Di sicuro le tante competizioni, Champions League e campionato, oltre alla Coppa Italia in seconda battuta, offriranno il giusto spazio a tutti, ma per lui potrebbe diventare un problema. La voglia di essere protagonista non manca a Cannavaro che farà di tutto per esserlo, aiutando la causa azzurra e stimolando tutti quelli che arriveranno all’ombra del Vesuvio. Certo è che rendersi protagonista di questa difesa gli permetterebbe di aprirsi anche un’altra strada: la Nazionale. Prandelli ha sempre dichiarato che Cannavaro era messo da parte perché gioca in una difesa a tre, anche se oggi la stessa Nazionale azzurra adotta questo modulo, ma con la difesa a quattro il suo azzurro potrebbe diventare anche un altro.
Ciro Novellino
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