Mentre leggete queste parole, sono appena partite quelle che potrebbero essere le ultime 24 ore di Dries Mertens da calciatore del Napoli.
Certo il belga sarà un calciatore azzurro fino al termine del mese, ma nei fatti potrebbe esserci un divorzio che arriverebbe con modalità antipatiche che poco hanno a che fare con ciò che è stato Dries Mertens non solo per i tifosi azzurri - la quantità di amore corrisposta tra le due parti parla da sola sul rapporto che c’è stato dal 2013 al 2022 -, ma anche e soprattutto per la squadra azzurra.
Rinnovo Mertens, nodo ingaggio superabile: tre punti chiave bloccano la trattativa | ESCLUSIVA
Se chiedete ad un tifoso del Napoli quale sia il momento in cui cambia la percezione del club azzurro, da squadra limitata dai confini nazionali a squadra che allarga il proprio raggio d’azione all’Europa intera, probabilmente la risposta che riceverete è l’estate del 2013: l’arrivo di Rafa Benitez, un mercato scoppiettante, l’arrivo di giocatori di caratura europea che forse in pochi avrebbero mai immaginato di vedere in azzurro (Higuain, Albiol, Reina). E di un brevilineo dal PSV Eindhoven, che parte alle spalle di Lorenzo Insigne sulla fascia sinistra.
Caparbio, vivace, bravo a crearsi e a sfruttare tutte le opportunità che lo hanno portato a 148 reti tra Serie A, Europa e Coppa Italia, nessuno come lui e chissà per quanti anni in cima a quella classifica, davanti a Lorenzo Insigne e Marek Hamsik. Tre azzurri che erano in quel Napoli 2013-2014, con il belga che rimane l’ultimo appiglio con quel cambio di passo del club.
Adesso, rimane questo ultimatum di 24 ore che scade - sulla carta, pardon via e-mail con tanto di cifre e dettagli: pornografia pura per gli amanti dei numeretti - alle ore 18 dell’8 giugno 2022. Il Napoli ha tutto il diritto di non accettare le richieste contrattuali fatte da Dries Mertens per continuare l’avventura in azzurro, così come il calciatore legittimamente può avanzare le richieste economiche che ritiene giuste.
Ci può stare che le parti si separino, la questione è tutta nelle modalità. Perchè ridurre tutto al vil danaro, per giustificare la volontà di non voler continuare assieme se non a condizioni non accettabili dalla controparte, non fa passare automaticamente né dalla parte della ragione, né dalla parte di chi ci fa una bella figura.
Se sarà addio, se non ci sarà possibilità di venirsi incontro su alcuni argomenti, bastava fare chiarezza prima. Con Insigne non è andata così?