Nella serata in cui la Juventus viene premiata dall'Aic come miglior club, con Andrea Agnelli definito uomo di stile, non sorridere ironicamente, con tutto il rispetto, è quasi impossibile. Trattenersi al cospetto di tali incongruenze dopo aver assistito alla 'caccia all'arbitro' post Juve - Genoa, è come decidere di far scoppiare la vescica pur di non fare la pipì. E' innaturale non commentare istintivamente con un' espressione facciale che parte dalla bocca le continue e deferenti smancerie al cospetto di chi, nella realtà, fa come taluni preti indegni sull'altare: "Fai quello che dico io, non fare quello che faccio io". Padre Nedved ne sa qualcosa visto che non è la prima volta che viene inibito "per avere, a fine gara, durante il rientro negli spogliatoi, rivolto agli Ufficiali di gara espressioni insultanti". L'ultimo atto di una sceneggiata bianconera inaccettabile ha la sua peggiore espressione nel pianto accusatorio bi-oculare di Marotta che offende la dignità dell'arbitro Guida gettando discredito sulle sue qualità morali e professionali solo perchè proveniente dalla provincia di Napoli. Una forma di velatissimo razzismo in senso lato. E c'è pure chi gli fa da scia con articoli e indagini di pessimo gusto sulle passioni calcistiche dell'ottimo fischietto di Torre Annunziata. Lo stesso che, napoletano ieri come allora e sempre, nel dirigere un Juventus-Cagliari negò almeno due rigori (per non dire tre) ai sardi per, guarda che combinazione, falli di mano giudicati involontari in area di rigore. Don Marotta e i suoi parrocchiani la smettano di inscenare questi teatrini da sacrestia dopo aver bacchettato il Napoli per aver disertato la premiazione di Pechino: non sono credibili. Ma la smettano anche gli scrivani asserviti di perdere quell'equidistanza necessaria che differenzia un giornalista dal tifoso. Se un professionista dell'informazione non sveste i panni dell'ultrà non può nemmeno lontanamente prendere in considerazione l'idea di criticare un arbitro professionista che, dicono, si è fatto condizionare da una presunta fede calcistica. Sperando sia chiaro il concetto attraverso un piccolo parossismo.
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