De Laurentiis gli fa recapitare un messaggio, lui avvisa già Rafa: così inizia la sua rivincita
21:38
Lunedì, all’ora di pranzo, Lorenzo Insigne, lo aveva confessato: «Sì, mi sento un protagonista di questo torneo». Evidentemente ci credeva. E aveva ragione. Ieri l’ha messa lui. Alla Del Piero, ma i napoletani obietteranno: «Questo è un gol alla Maradona». E il presidente De Laurentiis twetta: «Bravo Lorenzo, hai sconfitto con un gol strepitoso i leoni d’Inghilterra. Sono orgogliosi di te». Ma Lorenzo fa il modesto: «Devo ringraziare i compagni che mi mettono nelle condizioni di rendere al meglio, la squadra lavora per me. Certo, sulla punizione ci ho voluto provare, provo spesso anche in allenamento. Questa volta è andata bene». Non scomoda Del Piero, Nè Maradona. E il suo tecnico Devis Mangia, quando gli chiedi chi ha rivisto in quella punizione ti dice semplicemente: «Lorenzo Insigne. Siamo contenti di averlo con noi». Quel che Insigne sta acquistando - scrive Gazzetta- è la consapevolezza. Forse Mazzarri non gli aveva dato la fiducia che gli dà Devis Mangia. Rafa Benitez, avanti di questo passo, se lo ritroverà tirato a lucido, pronto a incidere in campionato e in Champions. Qui, in azzurro, ha segnato sette volte, gol pesanti, fondamentali. Qui in azzurro si fa beffe degli avversari, usa il dribbling e la giocata. Ma stavolta ha dato una gran mano in copertura: «Io e Florenzi non siamo particolarmente abituati a farlo, ma Mangia ci chiede questo e noi ci adattiamo. «Grazie anche al loro lavoro, la difesa ha fatto una partita perfetta e l’altro protagonista di oggi per me è Bardi». Una paratona nel finale della partita che vale quanto la perla di Lorenzito che si porta via la maglia da dare a papà e ringrazia tutti i suoi cari, come facevano i ciclisti che vincevano la tappa del Giro d’Italia negli anni Ottanta: «Qui a vedere la partita c’erano papà e il mio procuratore, ma il gol lo dedico anche a mamma, ai compagni di squadra che sono anche i miei amici, ma, soprattutto a mia moglie e mio figlio». Lorenzo è papà da pochissimo, è marito da un paio di mesi, ma questo gli ha insegnato a crescere in fretta, a capire quali sono le responsabilità. E, forse questo, gli ha permesso di caricarsi, con Verratti e Florenzi, l’Under 21 sulle spalle.

