31 gennaio 2009. Jesus Datolo mette per la prima volta piede al San Paolo davanti ai tifosi azzurri: una giro di campo nemmeno si trattasse di Messi. De Laurentiis, da grande comunicatore qual è, gli fa indossare la maglia partenopea e, mano nella mano, prima di un Napoli-Udinese, gli lascia la passerella del San Paolo per fargli sentire il calore del pubblico napoletano che però non gradì quella che fu definita una sceneggiata, sommergendo di fischi la scelta del presidente. Dal manto erboso alla sala stampa dell'impianto di Fuorigrotta, il centrocampista argentino viene presentato agli organi di informazione. Resteranno negli annali le famose parole dell'allora direttore generale Marino: "Se proprio lo si deve paragonare ad un calciatore lui è il nostro Ryan Giggs". L'esperienza all'ombra del Vesuvio fu da dimenticare e quel paragone troppo affrettato ad uno dei mostri sacri del calcio gli pesò molto. Ora gioca in Brasile e i tifosi azzurri ricordano di lui solamente il secondo gol alla Juve nella famosa rimonta di Torino.
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