Carisma, intuito e dedizione al lavoro. La passione per il calcio e l’amore per la maglia azzurra mai affievolito nel tempo. Gigi Pavarese, ex direttore azzurro, da sempre vicino alle vicende del calcio Napoli, all’indomani della chiusura del mercato ha analizzato in esclusiva per il lettori di CalcioNapoli24 la situazione della società partenopea.
Ad una settimana dalla chiusura del mercato, a sangue freddo, secondo lei qual è la squadra che ne è uscita rinforzata e quale indebolita?
"E’ stato un mercato di riparazione abbastanza movimentato, diverse cessioni e acquisti di un certo calibro da parte delle società italiane. Tuttavia il mercato, per essere valutato, deve portare i sui frutti sul campo. Sulla carta potremmo dire che Milan, Fiorentina, Napoli e Juventus si sono rinforzate, ma se tutto ciò non si trasforma in risultati positivi in termini di gioco, è servito a ben poco".
Bisogna anche riconoscere che, rispetto agli altri anni, Bigon ha sfruttato degnamente questa sessione invernale. Il Napoli di cosa aveva bisogno?
"Bigon ha rimpiazzato Dossena ed Aronica con l’acquisto di Armero. Un notevole salto di qualità per il reparto difensivo, ma come dicevo prima, bisogna tener conto del rendimento sul campo. Fondamentalmente io credo che il Napoli, fatti questi piccoli accorgimenti, siamo completo in tutti i reparti E’ una delle squadre più forti ed attrezzate della Serie A".
E quei famosi Top Player che i tifosi si aspettano ogni sessione di mercato? Non servono?
"Assolutamente no! Il Napoli nel ha ben quattro in squadra".
Sarebbero?
"I primi due sono Hamsik e Cavani. Lo slovacco è il centrocampista più forte del momento, Cavani è il centravanti più forte al mondo. Poi abbiamo Insigne che, a mio avviso, è tra i migliori calciatori nati ed approdati nel calcio italiano negli ultimi trenta anni. E poi c’è Mazzarri. Una garanzia assoluta, questa squadra l’ha plasmata lui e gran parte dei risultati dipendono da lui. I ragazzi hanno piena consapevolezza dei propri mezzi. Sanno di poter vincere lo scudetto. E più ci credono più arriveranno in alto".
Come lei ben saprà Mazzarri è in scadenza di contratto…
"Non esiste Napoli, questo Napoli, senza Mazzarri. Non riesco ad immaginarmi gli azzurri sotto una guida che non sia quella del tecnico livornese".
Sarebbe una grave perdita se non dovesse rinnovare?
"Purtroppo sì. Ma sono fiducioso che Bigon e De Laurentiis si muoveranno presto per far sì che ciò non accada".
Dicevamo, ultima giornata di mercato molto frenetica e chiusa tra le polemiche e proteste di Raiola. Lei era presente, ci sono stati reali disservizi?
"Effettivamente non sussistono condizioni che ci permettano di lavorare in maniera ottimale. I box spesso sono molto distanti dalla zona dove si depositano i contratti. Poi c’è stato un reale disservizio creato dalla mancanza di linea internet, e in concomitanza con la chiusura delle 19 ha creato non pochi problemi agli addetti ai lavori".
In Italia si chiude alle 19 mentre nelle altre Nazioni il termine ultimo è la mezzanotte, Raiola si lamentava anche di questo fattore. Lei cosa ne pensa?
"Noi italiani da un lato vogliamo essere allo stesso livello degli altri, poi quando si tratta di fare cambiamenti “radicali” siamo molto restii. Dovrebbe chiudersi a mezzanotte, anche se, sono certo che pure in quel caso ci ridurremmo all’ultimo minuto”
In questa sessione di riparazione lei ha portato nella sua squadra un azzurro, Colella. Che prospettive di carriera ha?
"Se l’ho voluto in squadra è perché credo fortemente in questo ragazzo. Ha del talento e sono certo che raggiungerà traguardi importanti. Ho portato qui anche Palumbo, entrambi hanno buone prospettive di crescita".
Secondo lei qual è l’iter che un ragazzo proveniente dal vivaio dovrebbe compiere?
"Innanzitutto sono contrario all’esistenza del Campionato Primavera. I ragazzi si trovano sempre difronte ai coetanei e questo non gli permette di crescere come si dovrebbe. Piuttosto dopo aver affrontato il campionato Allievi, quello più difficile, dovrebbero giocare nella categoria Dilettanti dove si trovano ad affrontare persone molto più mature sia per età che per esperienza".
Si aspettava questi risultati dalla Primavera azzurra?
"Certo, sono anni chi ci si lavora. Caffarelli e Santoro hanno svolto un lavoro egregio, tra critiche e lamentele hanno fatto veramente tanto. Il vero risultato non è la finale di Coppa Italia o il primato in classifica, il vero risultato è avere in casa talenti come Insigne, Fornito, Tutino e Nicolao".
Cosa pensa della nuova gestione del settore giovanile guidata da Barresi?
"Stanno lavorando molto bene, se il Napoli li ha scelti è perché probabilmente sono i migliori in circolazione. Hanno dato una nuova organizzazione ma resto dell’idea che a questo Napoli manca una cosa fondamentale. Manca un centro sportivo adeguato e dedicato completamente al vivaio, dovrebbero farlo a Nola. E’ il centro tra le varie città ed è facilmente raggiungibile. Ho vinto anch' io una Coppa Italia Primavera nel 97 con il Napoli ma il risultato più importante fu portare molti dei giovani a livello professionistico".
Ci sono degli azzurrini che sono pronti per la serie B?
"Fornito lo era già ad inizio anno, e con lui a giugno andrà via anche Insigne Jr. Per essere giocatori da Napoli bisogna avere i cosiddetti “attributi”, non è semplice. Tra qualche anno vedremo parecchi azzurrini in prima squadra".
Lorenzo Insigne è uno dei frutti del vivaio e per ora è uno dei pezzi pregiati dell’Under 21 di Mangia, crede che dovrebbe giocare nella Nazionale maggiore?
"Sono sicuro che andrà ai Mondiali, l’Italia è destinata a vincerli e non si può lasciare a casa uno come Lorenzo. Ma, eventualmente ci fosse ‘sovraffollamento’ lo aspetteremo per il prossimo Europeo e il prossimo Mondiale. Ci saranno sia lui che il fratello. Vi immaginate l’attacco della Nazionale con i due Insigne? Sarebbe magnifico!"
Sinora abbiamo evidenziato molti aspetti positivi di questo Napoli, eppure c’è un problema che riguarda non solo la Società ma l’intero “popolo” azzurro. Lo stadio San Paolo è sempre più carente, piove anche in tribuna stampa…
“Non c’è altro da aggiungere, ci vuole uno stadio nuovo. Il San Paolo ovviamente resta un patrimonio ma questa tifoseria e questa società devono avere un impianto all’avanguardia e devono poter assicurare tutti i comfort agli addetti ai lavori e ai tifosi. De Laurentiis è un uomo di parola, ha sempre mantenuto le sue promesse e con il giusto sostegno delle autorità competenti riuscirà anche in questo".
©RIPRODUZIONE RISERVATA