La sua avventura a Napoli non è stata un pò caratterizzata da alti e bassi mentre a Bologna ha dato il meglio di sè stesso tanto poi da essere chiamato in una big come la Roma di Zeman. Cristiano Scapolo, racconta in esclusiva a CalcioNapoli24.it, la sua breve partentesi in azzurro e soprattutto il rapporto che ha avuto con Walter Mazzarri con il quale ha condiviso due esperienze proprio a Napoli ed a Bologna seppur quando il mister era ancora vice allenatore di Renzo Ulivieri.
Insigne ha esordito anche lui alla sua stessa età in A: ha qualche analogia o consiglio da dargli? Come va affrontata la A per un giovane di belle speranze? "Insigne è un giocatore che viene anche da un campionato di serie B vinto da protagonista quindi non è poco. Inoltre si è subito imposto in una realtà come Napoli dimostrando ovvie qualità tecniche ma anche una grande personalità non comune a quella età. Sicuramente avrà un grande futuro".
Nel Napoli attuale c'è qualche giocatore che le somiglia?
"Non lo so. Anche se questi del Napoli sono grandi centrocampisti, ma non essendoci mancini non saprei dire. Forse Pandev anche se lui e'piu'attaccante".
Perchè nonostante le indubbie qualità non è riuscito a spiccare il definitivo salto di qualità?
"Diciamo che alla fine un giocatore raccoglie quello che ha seminato quindi sono contento cosi anche se in un paio di annate per problemi fisici ho avuto delle grosse difficoltà"
A Bologna ha dato il meglio di sè stesso, poi il passaggio alla Roma: col senno del poi rifarebbe questa scelta? Che rapporto aveva con Zeman? "La Roma era una grande occasione per me a quel tempo. Purtroppo non l'ho sfruttata perche' ho giocato pochissimo per la pubalgia che ho avuto per 5 mesi. Devo anche dire che non è stato facile lasciare Bologna dopo 2 anni veramente splendidi con un grosso legame con tutti. Con Zeman è stato un rapporto difficile. Il motivo era dal fatto che ero sempre infortunato non avendo la possibilta' di rendere come avrei voluto a causato qualche scontro. Tra l'altro il modulo era proprio adatto alle mie caratteristiche. Un vero peccato".
In rossoblu è stato compagno di squadra di Doni: la sua opinione sulla vicenda calcioscommesse che l'ha visto protagonista. Si è sentito tradito in maniera indiretta?
"Vivendo all'estero queste brutte vicende le vive veramente male. E' stata ed è ancora oggi una brutta pagina del calcio in generale. Spero si possa fare chiarezza e dare con altri esempi un'immagine migliore del nostro calcio".
A Bologna ed a Napoli ha avuto Mazzarri come vice allenatore e poi preparatore dei portieri: che tipo era?
"Ho conosciuto Walter all'inizio della sua carriera e devo dire che era lo stesso. Scherzavamo spesso perchè era molto permaloso...non lo so' se lo sia ancora. A parte gli scherzi lo ricordo con piacere e sono contento che sia diventato uno dei migliori. Era un grande lavoratore, competente, e molto meticoloso nei dettagli. Una bella persona con il quale ci si parlava molto volentieri".
Quando mancava Ulivieri, come preparava la gara e soprattutto come si rapportava con voi durante la settimana e prima delle gare
"A Napoli ovviamente aveva un rapporto più stretto con me e Magoni perchè eravamo già stati insieme a Bologna gli anni precedenti. Viste le espulsioni di Ulivieri mi ricordo che Walter ha diretto in panchina molte partite quell'anno ma si vedeva che aveva personalità. A me personalmente ha dato molti consigli soprattutto dopo magari brutte cercando di ripartire ed iniziare la settimana in maniera positiva"
Ha qualche aneddoto o episodio che vide protagonista sia Mazzarri che Ulivieri?
"Di aneddoti ce ne sarebbero tanti ma ricordo che quando Walter sapeva di sostituire Mister Ulivieri in panchina alla domenica era teso e nervoso. Fumava delle sigarette finissime che a volte non si vedevano neanche nella mano e Ulivieri ogni tanto gli diceva : Oh Walter, che c'hai in mano? Lui diceva niente mister!! Poi buttava via tutto perche' non si voleva far vedere...."
Ci spieghi il cappotto portafortuna di Renzaccio...
"Era un portafortuna che si portava da Bologna quando vincemmo il campionato di Serie B. Un giorno giocammo a Palermo e c'erano 35 gradi e indossava il cappotto. La cosa curiosa era che non sudava...non so come facesse".
Ci racconti il tuo trasferimento in azzurro, perchè accetttò di scendere di categoria visto che era a Roma?
"Perchè ritenevo Napoli una piazza come Roma e mi affascinava poter avere la possibilita' di vestire la maglia del Napoli e del mio idolo Maradona. Sono stato veramente onorato di avere avuto questa possibilita e di vivere per 2 anni in una citta' davvero unica e stupenda".
Il suo primo impatto col San Paolo
"Il San Paolo lo conoscevo già da avversario ma era una sensazione diversa. Quando giochi per il Napoli ed entri al San Paolo non importa contro chi giochi e hai delle sensazioni veramente uniche. Ti senti protagonista e senti una carica davvero diversa. Mi ricordo partite in Serie B neanche di cartello ma con squadre mediocri avere 50,000 persone a tifare per la squadra. Non saprei dire in quali altri stadi d'Italia si possa vedere un simile calore".
Ricordo un suo grandissimo gol a Bergamo contro l'Atalanta...
"Si pareggiammo quella partita con l'Atalanta 1-1. Andammo in vantaggio noi e poi l'Atalanta pareggiò mi sembra con Caccia. Segnarono i due ex..."
Il secondo anno con Novellino è risalito in A col Napoli: il suo ricordo della gara decisiva di Pistoia che valse la A...
"In pratica giocammo a Pistoia in uno stadio completamente azzurro. Ci fu' inoltre un invasione dei tifosi prima della fine della partita a dimostrazione della gioia per la tanto sospirata promozione. Dopo 2 anni di sofferenza in Serie B tornammo nel calcio che contava".
Perchè lasciò Napoli?
"Ero a fine del contratto e arrivo' Zeman con il quale non avevo un bell'anno a Roma con lui. Penso che era inevitabile lasciare Napoli ma la cosa che contava di più era quella che avevamo riportato la squadra nella massima categoria"
Come reputa il centrocampo del Napoli? Servirebbe uno alla 'Scapolo'?
"Ma non penso. Il Napoli e' una squadra di massimo livello con giocatori veramente importanti,soprattutto a centrocampo, anche se magari un mancino manca"
Quanto è cambiato il Mazzarri che conosceva rispetto ad ora?
"Vedendolo dalla TV penso che non sia cambiato molto anche se sono tantissimi anni che non lo vedo di persona. Ecco non so se fuma ancora..."
C'è un azzurro oggi in rosa con il quale avrebbe voluto giocare?
"Forse Cavani. Una vera forza, è un vero e proprio trascinatore".
Già ai suoi tempi si parlò di un interessamento di De Laurentiis per il Napoli, andato poi non a buon fine. Quanto ha pesato su di voi un club che non disponeva di tante risorse e soprattutto come avete vissuto il periodo iniziale dove avevate sia Corbelli e Ferlaino come presidenti? Chi comandava sotto l'aspetto sportivo?
"Noi avevamo Ferlaino come presidente. Il primo anno c'era Juliano come direttore sportivo e il secondo anno nessuno era in carica per quel ruolo. Ovviamente era una situazione totalmente diversa da quella di oggi. Adesso la societa' è forte, solida con un progetto ben preciso.Possiamo dire che come modello è una delle migliori. Speriamo continuino cosi in modo da far felici i tifosi napoletani".
Visto che vive a Los Angeles: può dirci come viene visto il Napoli e soprattutto la figura di De Laurentiis presidente e uomo di spettacolo
"Qui a Los Angeles Aurelio De Laurentiis e' stata ed e' una figura molto conosciuta nell'ambiente Hollywoodiano. Riguardo al calcio qui non e' seguito come da noi anche se devo dire negli ultimi anni c'e un interesse sempre crescente. Ovviamente quando si va a Beverly Hills a mangiare la pizza " Da Pasquale" ( tifosissimo Napoletano) si parla solo di calcio e del nostro Napoli".
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