Balotelli - Napoli, il film è appena iniziato. Come ogni pellicola che si rispetti non mancano backstage e retroscena. "Non lo conosco direttamente, ci ho parlato una volta, un paio di anni fa, lo incontrai in un albergo di Sorrento. A me ha fatto una buona impressione, però solo chi lo allena sa quali eventuali problemi può creare. Un po' di esperienza ce l'ho e un talento del genere sarebbe stimolante per me da allenare, ma poi non so come potrebbe andare a finire". Mazzarri, dunque, rivela di aver già provato un approccio con SuperMario. E, volendo ricostruire, il momento preciso è la sera del 5 giugno del 2010 nella splendida cornice del Parco dei Principi di Sorrento. L'occasione ghiotta il prestigioso premio "Golden Goal" organizzato da Radio Kiss Kiss. Il vincitore dell'edizione, manco a dirlo, Mario Balotelli, eletto miglior giovane della serie A, con Mazzarri miglior allenatore. Di quelle giornate ne abbiamo parlato con il collega del network radiofonico Lucio Pengue che, oltre ad aver curato i dettagli della manifestazione, seguì passo passo gli spostamenti dell'attuale campione del City.
Lucio, Mazzarri ha vuotato il sacco e tu sapevi tutto...
"Si, ma avevo giurato che non avrei detto nulla di quell'incontro in parte propiziato anche da me, nel senso che mi fu chiesto di accompagnare Mario in un determinato punto dell'albergo..."
Cosa fai, ti fermi? Vai avanti...
"(Ride. ndr). Ora il tecnico del Napoli ne ha parlato direttamente e dunque posso aggiungere qualche dettaglio. Mario mi diceva che lo avevano chiamato diverse volte per un colloquio, e per questo mi chiedeva informazioni. All'appuntamento c'erano Mazzarri, Santoro, l'amico del cuore di Mario e chiaramente Mario. Bigon a Sorrento c'era, ma a memoria non lo ricordo in quella stanza, magari si sarà aggiunto successivamente a quando mi fu chiesto di uscire dopo averlo accompagnato. In quel momento mi invitarono alla discrezione".
Per un giornalista non è semplice evitare di origliare e tenere un segreto, ma la parola d'onore vale più di ogni cosa...
"Si, assolutamente d'accordo".
Quando avvenne questo incontro?
"Poche ore prima della serata di Gala, intorno alle 20. Tu c'eri e ricorderai che lo stesso Quagliarella, sul palco, fece la battuta allo stesso Balotelli: "perchè non vieni a giocare nel Napoli"?"
Si, ma poi sappiamo tutti come è andata: Balotelli al City, Quagliarella alla Juve, Cavani al Napoli...
"Giusto, direi che sono andati bene tutti. In quel momento Mario non sapeva ancora quale sarebbe stato il suo futuro, Quagliarella era ancora un idolo della torcida partenopea in procinto di volare in Sudafrica per i mondiali, e Cavani era probabilmente poco più che un'idea da mettere in preventivo".
Balotelli si fermò a Napoli e dintorni per oltre 10 giorni...
"Era entusiasta, l'ho accompagnato in ogni dove, Mario è stato sotto la mia tutela fino alla domenica sera, ovvero fino alla conclusione della serata di gala. E' intervenuto volentieri a Radio Kiss Kiss, era a suo agio ovunque andasse. Al momento penso sia difficile che possa vestire la maglia azzurra il prossimo anno, ma quel che è certo è che a lui non dispiacerebbe affatto".
E' davvero una mela marcia come dice qualcuno?
"Per come l'ho conosciuto io, Mario non è assolutamente un bad boy. Anzi è generoso, è di cuore, ha una sorta di idiosincrasia per i giornalisti (tranne per la sorella Cristina e forse per me), adora i bambini , avrà fatto più di duemila autografi e foto, è spensierato, vuole divertirsi, ma alle volte è triste senza un apparente motivo. Insomma non è come lo dipingono ed inoltre tecnicamente è uno dei giocatori più forti che abbia mai visto dal vivo. Farebbe davvero comodo al Napoli, davvero non oso immaginare cosa potrebbe fare insieme a Cavani..".
C'è una curiosità, un momento che ancora ti fa sorridere al solo pensarci?
"Ce ne sono a bizzeffe. In particolare la partita a calciotto che facemmo, il fatto che giocava a pallone nella hall dell'albergo, quando andò a comprarsi le scarpette in un negozio del centro di Sorrento e bloccammo la città, la gita a Capri per organizzare la quale, tra barca e tour, non mi fece cenare. Mangiava solo pasta panna e prosciutto cotto, ed una fanta".
In quelle giornate c'è anche la "gita" a Scampia...
"Vi posso assicurare, anche se non c'ero, che gli nacque come idea innocente. Evidentemente voleva vedere di persona le cose che probabilmente aveva intravisto tra giornali e tv. Mi disse: "Voglio vedere la Napoli vera, non solo quella da cartolina. Voglio vedere come vive veramente la gente di Napoli, accompagnami nei quartieri della periferia". Io gli sconsigliai la gita, ma lui insisteva perchè diceva che era stato nelle favelas e non gli era successo niente, che era stato nell'Africa povera e non gli era successo niente e che voleva fare un giro anche nella Napoli del popolo".
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