Pronti-via, Dossena tira fuori il veleno dell'ex e sfiora il gol. De Sanctis ci mette i pugni. "Sono ancora a letto, stanno dormendo". Mazzarri fino al 25' è scontento del suo Napoli. Sull'erba bagnata del San Paolo la squadra è poco lucida al cospetto di un Palermo disegnato corto e con trazione posteriore dall'avveduto Gasperini, in passato molto 'nocivo' ai padroni di casa. La perfezione dalla mezz'ora in poi. La carica la suona il campione, la chiave di volta dello spartito walteriano: Hamsik salta un difensore, poi gli sradica il pallone sul recupero e lo scodella col mirino nel cuore dell'area dove Maggio è pronto a freddare Ujkani. E' l'inizio dello spettacolo, l'overture. I siciliani crollano sotto i colpi di Inler che detta i tempi e silura l'estremo avversario con una bordata terrificante.
CAVANI, NIENTE 100. Hanno segnato in tre, il Matador non trova il gol numero 100 in A. E allora è legittimo chiedersi cosa diranno o che dopo la vittoria contro la Roma parlarono di un Napoli Cavani dipendente. L'uruguaiano gioca per la squadra, come al solito, la squadra gioca per lui e per se stessa. Come al solito. Niente titoli per Edy che lascia la scena ai compagni ritagliandosi comunque uno spazio importante come solo i campioni sanno fare pur quando non strappano copertine.
LA CLASSIFICA DICE CHE... Il Napoli è terzo. O meglio, secondo. E' un obbrobrio vedere quel -2 accanto ai 40 punti. La Juve, fermata dal Parma, è lì, a 5 punti. Ma in realtà sono 3. Ora è la Giustizia sportiva che deve dare un senso a se stessa, rendendo il maltolto al club partenopeo e alla credibilità del calcio italiano. Ridare Cannavaro e Grava a Mazzarri e i due punti agli azzurri vorrebbe dire usare il buon senso, conferire slancio a tutto il sistema, riaprire legittimamente i giochi scudetto in favore dello spettacolo, in soccorso al campionato italiano che ha bisogno come mai nella sua storia di riacquistare credibilità, bellezza, appeal.
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