Nel giro di cinque mesi possono succedere tante cose: abbiamo assistito (e stiamo assistendo) alla rincorsa in classifica alla Juventus e ad un piazzamento Champions, alla squalifica e alla successiva assoluzione di Cannavaro e Grava, oppure la qualificazione, seppur con qualche patema, alla fase ad eliminazione diretta di Europa League.
PASSAGGI A VUOTO - Eppure, nonostante i risultati siano oggettivamente positivi, qualche cosa nella rosa del Napoli non è andata per il verso giusto: l'errore di Firenze ha fatto tornare a galla le molte incertezze della prima parte di stagione di Morgan De Sanctis, mentre il suo sostituto Rosati ha perso sicurezza quando è stato chiamato in causa in campo europeo; Aronica (il cui retropassaggio sconsiderato contro il Torino rischia di esser determinante a fine campionato) e Dossena hanno perso il posto da titolare e conseguentemente la fiducia, e sono passati così al Palermo. Non solo loro quattro sono stati protagonisti in negativo di questa prima parte di stagione: Fernandez non ha garantito sicurezza al reparto difensivo quando Mazzarri lo ha schierato dal primo minuto, Donadel non ha ancora recuperato totalmente dall'infortunio subito ormai ben 18 mesi fa, mentre due "titolarissimi" come Pandev e Dzemaili stanno attraversando un periodo involutivo che inizia a farsi preoccupante.
PILASTRI AZZURRI - Non si può non iniziare il paragrafo su ciò che di buono è presente nel Napoli se non partendo da Edinson Cavani. I dati parlano per lui: 26 reti in 25 partite, 17 gol in campionato e titolo virtuale di capocannoniere (e 100 totali in A a soli 25 anni). Attaccante, centrocampista e spesso anche difensore: il Matador sta confermando il suo talento ancora una volta, zittendo tutti quelli che, in estate, si chiedevano quante reti avrebbe segnato senza gli assist di Lavezzi. Finalmente Gokhan Inler: i 18 milioni spesi per il suo acquisto stanno cominciando ad essere giustificati grazie alla sua poderosa presenza in mezzo al campo e le ben 4 reti messe a segno, mentre il trio formato dal suo compagno di reparto Behrami, assieme a Gamberini e Mesto, si è imposto sia da titolare (i due ex-viola), sia da buona alternativa (l'ex-Genoa). Senza dimenticare Maggio, che con i tre gol consecutivi è tornato al livello che gli compete, e soprattutto Marek Hamsik, che dall'addio di Lavezzi è cresciuto sia sotto il punto di vista tecnico sia sotto quello mentale, arrivando ad indossare la fascia di capitano in assenza di Cannavaro. Menzione a parte per Insigne, che ha scalato velocemente le posizioni nelle gerarchie di Walter Mazzarri ed è arrivato dall'azzurro-Napoli all'azzurro della Nazionale.
INTERROGATIVI DA RISOLVERE - La stagione di Hugo Campagnaro, sempre di buonissimo livello, quasi certamente sarà anche l'ultima con la maglia del Napoli: le trattative per il rinnovo del contratto non sono andate per il verso giusto: l'anno prossimo lo rimpiangeremo. Interrogativo anche su Camilo Zuniga: non che la sua stagione sia di basso livello, ma la sua richiesta di aumento dello stipendio rischia di cadere nel vuoto con conseguente, e probabile, cessione in estate. Punto di domanda anche su Omar El Kaddouri e Bruno Uvini: il talento c'è, il campo purtroppo no e dispiace che non si trovi lo spazio per i due giovani arrivati alla fine di agosto.
RIPARTIRE DA QUI - Il mercato di riparazione ha portato in rosa Pablo Armero ed Emanuele Calaiò: saranno loro i nuovi interpreti della filosofia di lavoro adottata da Mazzarri, pronti a dare il loro contributo e, perchè no?, proporsi per una maglia da titolare. Aspettando Josip Radosevic, che dalla Croazia rilancia il progetto azzurro incentrato sui giovani, che siano stranieri oppure provenienti dalla Primavera di Saurini.
DUBBIO DA SCIOGLIERE - Quello più importante riguarda ovviamente Walter Mazzarri: il contratto scade a giugno e non intende parlarne, ma la grinta espressa in panchina ogni partita è sempre la stessa. Resterà? Non resterà? Il futuro del Napoli passa dai giocatori in campo, dalla presidenza di Aurelio De Laurentiis (e dai suoi investimenti sul mercato) e dall'allenatore che guiderà il gruppo azzurro. Prematuro parlare adesso di futuro? Forse, ma si sa: i progetti, specialmente quelli vincenti, necessitano di un'adeguata gestazione...