“Si sta perdendo il calcio vero, di strada. Con quella cavolo di Play i ragazzini si rincitrulliscono”. Palleggi contro un muro, dentro-sinistro all'infinito. Poi milioni di partitelle tra amici: dribbling e cambi di passo così rapidi e fulminei da consumare suole e calzetti allo stesso tempo, colpi di genio da far arrossire pure i muri. Cresciuto così, Nolito. O callejero se preferite, tutti sinonimi difenomeno vero. Â
Mani al cielo ad ogni gol, cuore che si stringe e pensiero che va al nonno Manuel scomparso nel 2008, come un padre. Mamma? Quella biologica inesistente, troppo lontana lì in carcere: nonna Dolores ne ha fatto le veci e di più, con lei un pasto caldo non è mai mancato, nonostante 11 figli e una trentina di cugini. Tanto qualche spiccolo arrivava sempre bene o male: un po’ dal nonno marinaio, un po’ dalla Caritas: “Chiaro, quei momenti non li dimenticherò mai” ricorda Nolito, lucido e ben cosciente di quanto sia stata ripida quella salita. Ma… “pero fortuna giocavo a calcio”. Giù in strada e con la palla degli altri chiaramente, perché per quella no che non bastavano i risparmi. Oppure in campo: da Algaida de Sanlucar al Celta passando per il Benfica, tutta in discesa dritta fino in Nazionale maggiore, e che soddisfazione! A suon di numeri da strada e… gol naturalmente. Momenti difficili si che ce ne sono stati - a 16 parte solo direzione Valencia tanto per ricordarne uno, e titolare non lo era mica tanto - e pure allenatori che lo hanno fatto crescere e maturare. Uno più degli altri, Luis Enrique sicuro: insieme nelle giovanili del Barcellona(in blaugrana ci è arrivato - dicono - grazie ad gol al Real, lui con l'Ãcija), poi al Celta Vigo: “E’ sempre stato diretto con me, mi ha insegnato a vivere il calcio in un’altra maniera: mi diceva che per essere un buon calciatore avrei dovuto curare anche l’alimentazione”. Detto, fatto. Un boom che l’ha portato sempre più in alto, oggi sul punto di mira di Atletico Madrid ma soprattuttoNapoli si, contatti e ammiccamenti che proseguono da giorni.
In campo come per la strada, tanto poco gli basta: voi portate un pallone, lui ci mette sorriso e talento.Â