Maurizio Compagnoni, giornalista e telecronista di Sky Sport, ha parlato del futuro di Antonio Conte ai microfoni di Radio Marte. Queste le sue dichiarazioni così come riportate dall'emittente.
"Secondo me ad oggi Conte resta a Napoli al 45%. Storicamente più due stagioni non rimane, la dichiarazione sulla Nazionale qualcosa dice. Poi per me si è un poâ incartato di recente nella gestione del Napoli. Eâ un allenatore straordinario, ma ultimamente la sua squadra non è messa bene in campo. I âFab Fourâ sono fantastici, ma se giocano tutti insieme uno va fuori ruolo e nessuno brilla. Vista Napoli-Lazio in questo momento non si può prescindere da Alisson Santos, perché è lâunico che salta lâuomo e ha brillantezza. Ne beneficerebbero anche gli altri compagni.
Conte alla Roma? Sono rumors che nella Capitale ci sono, ma câè da vedere e da verificare una marea di cose. Gasperini al Napoli? Difficile dirlo, ma se dovesse andare via a me non dispiacerebbe se tornasse Sarri. Senza Conte serve un allenatore âdi nomeâ perché avrebbe maggiori credenziali e linea di credito in una piazza importante come Napoli. Tuttavia molto dipende dalla forza della squadra, dal mercato, visto che nella scorsa estate si è speso molto ma non troppo bene, e da una presenza di una società forte, perché lâallenatore è importante ma fino ad un certo puntoâ.
Se rimanesse Conte, comunque, sarebbe unâottima cosa per il Napoli, non dimenticando che ha vinto Scudetto e Supercoppa. Con le dovute differenze, il Napoli attuale mi ricorda un pochino lâultimo Milan di Sacchi. Questâultimo sembrava una squadra logora, poi arrivò Capello che rinvigorì lâorganico che vinse ancora e a lungo. Anche la rosa del Napoli va rinvigorita e ringiovanita, per me non serve una rivoluzione. Uno come Lobotka, ad esempio, non lo lascerei mai andare.
Chi arriverà secondo? In questo momento tra Milan, Napoli e Juve la più in forma è la squadra di Spalletti. Poi dipende da Milan-Juventus... Ma sono convinto che il Napoli possa reagire e giocare una bella partita contro al Cremonese, riscattando la pessima prova contro la Lazio. Piuttosto è brutto che Conte abbia detto che chi arriva secondo è il primo dei perdenti. Eâ una mentalità tutta italiana in cui conta solo chi vince. Allâestero non funziona cosìâ