Il giornalista Alfredo Pedullà, dal suo canale YouTube, ha riferito alcuni aggiornamenti sulle prossime mosse di calciomercato:
"Per quanto riguarda il Milan, adesso la chiave porta come possibilità a uno dei due cavalli rampanti di Rangnick, soprattutto quello che ha vinto la Conference con il Crystal Palace. Ma sull'argomento Milan tornerò con calma nel prossimo video.
Un giorno c'è Pochettino, un giorno c'è Rangnick, un giorno lo spagnolo come direttore sportivo. Un giorno hanno provato con il talento emergente del Bournemouth, che poi ha detto no.
Allegri? La domanda è: a chi si rivolge per risolvere il contratto? Perché il Napoli lo aspetta, però lui deve parlare con qualcuno. E con chi parla? Cardinale non c'è, Ibrahimovic non si capisce, il direttore sportivo non esiste, il segretario non so dove sia e l'amministratore delegato non è stato individuato.
Quindi questo è un problema. Qualcuno parlerà con un legale o con qualcun altro, perché si deve liberare e vuole chiudere questo discorso già impostato con il Napoli, per mettere nero su bianco.
Attenzione a quanto vi ho svelato qualche giorno fa. Lui con Rabiot ha parlato. Adesso ho visto conferme da tutte le parti: Rabiot prima scelta.
È facile comunque accostarlo ad Allegri e, a maggior ragione, dopo 24, 36 o 48 ore dal colloquio si sono messi abbastanza d'accordo sul fatto che bisogna superare questa fase complicata. Prima però lui deve liberarsi.
Rabiot non è felice al Milan. Nessuno è felice al Milan. Modric ha salutato, un altro ha parlato, un altro ancora ha fatto un post equivoco. È normale che adesso ci sarà il contraccolpo di una stagione e soprattutto di un epilogo che non è stato all'altezza.
Quindi, se potesse, il Napoli andrebbe su Rabiot. Il retroscena è che il Napoli era andato su Rabiot già prima che lui andasse al Milan, quando c'erano problematiche con il Marsiglia. Rabiot aveva deciso di aspettare perché probabilmente aspettava Allegri. Infatti poi è andato da Allegri.
Però adesso al Napoli ci sono il direttore sportivo che lo conosce bene e che l'avrebbe voluto portare a Napoli, Manna, e un allenatore che lo stima da impazzire.
È una trama da seguire, perché il Milan avrà il contraccolpo del finale di stagione e di un epilogo non buono.
«Devo intanto rispondere a 500 persone che mi hanno scritto chiedendomi lumi sull'interpretazione del Corriere dello Sport, che ha accostato Ruben Dias all'Inter.
Io non ho grande stima di Zazzaroni, contrariamente a lui faccio nomi e cognomi. Lui invece parla sempre facendo giri larghi. Il suo problema è quello, io faccio nomi e cognomi, di parlare solo di Allegri e Mourinho fino all'ossessione.
Io nella mia vita ho degli amici allenatori, ma per esempio non ho mai fatto un post per difendere Sarri scendendo in piazza. Ho un grande rapporto con Sarri, ma se Sarri fa bene diciamo che fa bene, se Sarri fa male diciamo che fa male. Per me è questo il giornalismo.
Lui continua a fare questi tipi di discorsi che a voi non interessano e a me neanche. Se chiedete a me un'interpretazione su Ruben Dias, a chi non piacerebbe prenderlo? È la bandiera del Manchester City, probabilmente il ciclo sta finendo, ma ha una valutazione di almeno 50 milioni. Ha vinto una marea di trofei.
La cosa tecnicamente sbagliata raccontata dal Corriere dello Sport è che non può essere un'operazione alla Akanji per tantissimi motivi. Guardate la differenza del cartellino di Akanji rispetto a quello di Ruben Dias: è una cosa non paragonabile. Per questo motivo devi presentarti con una cifra clamorosa per portarlo via.
Quindi mi sembra sinceramente, visto che lui non fa nomi e cognomi e io sì, una sparata"