“Vincere risparmiando, il codice del presidente nel calcio che cambia”; titola così Antonio Corbo nel suo editoriale per La Repubblica oggi in edicola.
Terminato il biennio targato Antonio Conte che ha rappresentato un’eccezione per la gestione di Aurelio De Laurentiis, con l’arrivo di Massimiliano Allegri si tornerà alle vecchie-storiche abitudini che hanno reso il Napoli grande in questi decenni.
Ecco quanto si legge:
Si rivedono un altro Napoli ed un altro presidente. Si sono fermati insieme De Laurentiis e Conte sul ciglio del burrone. Milioni 335 usciti per 23 acquisti, 245 entrati per cessioni, Osimhen e Kvara le più dolorose. Un biennio che ha portato scudetto e Supercoppe, Napoli non li dimentica certo, ma ha anche lasciato qualche paradosso. Due sicuri trionfi per scoprire un solo inatteso campione, McTominay.
I due più famosi e meglio pagati, De Bruyne e Lukaku, assenti in 31 e 42 partite nell'anno, come bruciare una ventina di milioni di ingaggi. Di prestigio il secondo posto certo, ma 11 punti dopo l'Inter nell'anno dei flop di Milan e Juve. Un'emergenza superata con onore, con una staffetta di 28 giocatori ed il dubbio che avesse proprio il Napoli la rosa più forte.
Gli allenamenti più intensi e con 43 infortuni muscolari. I sogni della Champions e l'esclusione brutale, Napoli trentesimo su 36. Un anno così sfortunato ha spinto Conte all'onestà di lasciare sul tavolo 18 milioni per sé e per lo staff, meglio chiudere su bei ricordi che riaprire su terra bruciata. Incoraggia l'intesa negli staff.
Simone Folletti in arrivo con Allegri già lavora sul programma con Francesco Cacciapuoti che rimane al suo posto. Basta infortuni, grazie.