Vince il Tottenham il derby di Londra ventott'anni dopo il trionfo di Lineker e "Gazza" Gascoigne e probabilmente mette fine alle ambizioni Champions degli ormai ex-campioni d'Inghilterra di Antonio Conte. Nei piccoli dettagli il Chelsea ha annunciato dopo l'ora di gioco la sua resa: rinvi approssimativi, appoggi insufficienti, maglie larghe e scarsa lettura nelle chiusure sulla palla lunga. Il gol dei palleggiatori di Pochettino, già nell'aria, è arrivato inesorabile a firmare un concetto preciso e tagliente, la squadra che pur segue l'allenatore italiano nel momento cruciale della partita molla e non sa reagire. Strano per Conte, molto strano. Ma indicativo del suo momento. Troppo riflessivo in panchina, poco arrembante anche sull'1-0 a favore, tardivo eccessivamente nei cambi. Qualcosa non và e si è rotta l'empatia. I giocatori lo seguono perchè l'inizio gara è stato approcciato come lui voleva, difesa bassa e stretta, contropiede veloce e pericolosità nell'area avversaria portando molti uomini che arrivavano da lontano. Un modo diretto per affrontare i rivali che sul piano difensivo non sono certo tra le prime squadre della Premier e nemmeno del continente europeo.
In questo Chelsea- Tottenham, incredibilmente, c'è stato troppo poco Conte. Poco feroce, poco attento, poco determinato. Distratto e battuto. Ma non si arrenderà e lotterà fino alla fine, per questo rimane un grosso allenatore anche dopo una perfomance super negativa. Può sembrare un controsenso, un pardosso, ma vi assicuriamo non lo è.