Antonio Conte come Luciano Spalletti e Giovanni Manna come Cristiano Giuntoli: la storia in casa Napoli potrebbe ripetersi come riporta La Repubblica oggi in edicola.
Così come nell’estate del primo scudetto dell'era ADL, le ombre a Castel Volturno si stanno allungando dalla panchina fino alla scrivania del direttore sportivo del club partenopeo.

E così come allora, l’allenatore ha ancora un anno di contratto mentre al dirigente la scadenza è tra due stagioni. Ma le similitudini non finiscono qui: a fine stagione, infatti, non è da escludere un’altra rivoluzione in termini di organico e calciomercato.
Per quanto riguarda Manna, la Roma fa sul serio e ha offerto un ingaggio molto più ricco rispetto a quello attuale in azzurro. Si attende la contromossa di Aurelio De Laurentiis che potrebbe ‘costringere’ Manna a restare alle attuali condizioni dato il contratto in essere, blindarlo e valorizzarlo con un ingaggio più alto o lasciarlo con una risoluzione consensuale.
I due - si legge sul giornale - si sono incontrati più volte negli ultimi giorni e la decisione sembra vicina, con le chance di addio assolutamente da non scartare.
Per quanto riguarda Conte invece, il tecnico è totalmente padrone del suo destino: contratto fino al 2027 e zero possibilità che sia il Napoli a licenziarlo. Sarà dunque esclusivamente l’allenatore a decidere se restare o meno.
Ma prima la matematica qualificazione in Champions League.
