Ultimissime Calcio Napoli - Unâaltra domenica rovente, unâaltra scia di polemiche secondo l'editoriale di Enzo Bucchioni su Tuttomercatoweb. Il VAR finisce ancora sul banco degli imputati dopo due gare decisive per la corsa Champions. A Bergamo il Napoli protesta furiosamente per il gol annullato e per una gestione giudicata incoerente; a San Siro il Milan paga una rete concessa dopo revisione. Il sospetto che lo strumento nato per ridurre gli errori stia invece aumentando la confusione si fa sempre più concreto.
Al centro della bufera câè quanto accaduto in Atalanta-Napoli. Nel primo tempo lâarbitro Chiffi assegna un rigore dopo il contatto tra Hien e Hojlund. Il varista Aureliano lo richiama al monitor e il penalty viene revocato. Una scelta discutibile, ma che può rientrare nellâinterpretazione.
Il punto è un altro: nella ripresa, su unâazione molto simile, Chiffi annulla il secondo gol azzurro senza che dalla sala VAR arrivi alcun invito alla revisione. Una decisione che fa esplodere la rabbia partenopea. Lâimpressione è quella di unâapplicazione non uniforme del protocollo, con due episodi analoghi trattati in maniera opposta.
A Napoli si parla apertamente di torto subito, mentre il direttore sportivo Manna esterna tutto il malcontento. La sensazione è che si sia andati oltre il semplice errore tecnico.
Non meno pesante quanto accaduto in Milan-Parma. Lâarbitro Piccinini annulla inizialmente il gol di Troilo per unâostruzione su Maignan, valutazione di campo legittima. Il varista Camplone, però, lo richiama al monitor e la rete viene convalidata. Anche qui il protocollo finisce sotto accusa: era davvero un âchiaro ed evidente erroreâ?
In un clima già teso, pesa anche la conferma in appello della condanna a tredici mesi per Antonio Zappi, presidente dellâAssociazione Italiana Arbitri. Una vicenda che alimenta le richieste di commissariamento e chiama in causa il presidente federale Gabriele Gravina.
Intanto il campionato va avanti. LâInter, con dieci punti di vantaggio sul Milan, sembra avere lo scudetto in tasca. Ma a far discutere, ancora una volta, non è il campo: è il VAR, sempre più protagonista e sempre meno garanzia.