Inchiesta arbitri, nuove audizioni sul caso Rocchi
Schenone, attuale club referee manager dell’Inter, è stato ascoltato per circa tre ore dal pm Maurizio Ascione come persona informata sui fatti e non risulta indagato. Al centro dell’audizione ci sarebbe stato anche l’incontro del 2 aprile 2025 avvenuto a San Siro, data considerata chiave nell’indagine che coinvolge l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Secondo l’ipotesi investigativa, Rocchi avrebbe agito “in concorso con altre persone” nell’ambito di una presunta combine sulle designazioni arbitrali di alcune gare decisive del 2025. Gli accertamenti si concentrano in particolare sui casi degli arbitri Daniele Doveri e Andrea Colombo.
Per gli inquirenti, Doveri sarebbe stato considerato “sgradito” all’Inter e designato strategicamente per impedirgli successive assegnazioni in partite chiave della corsa scudetto. Colombo, al contrario, sarebbe stato ritenuto più gradito in occasione di una trasferta nerazzurra.
Nel corso dell’audizione, Schenone avrebbe confermato la propria estraneità ai fatti, spiegando di aver avuto rapporti esclusivamente con Riccardo Pinzani, allora referente FIGC per i rapporti con le società. Al momento, precisano dalla Procura, Rocchi resta l’unico indagato.
Parallelamente prosegue anche il filone legato alla sala VAR di Lissone. Gli investigatori stanno approfondendo il tema delle presunte “bussate” alla sala VAR, ovvero possibili pressioni finalizzate a influenzare le decisioni arbitrali durante le partite.
Nell’ambito di questo secondo fronte sono già stati ascoltati anche Dino Tommasi, nuovo designatore arbitrale dopo l’autosospensione di Rocchi, e Antonio Zappi, ex presidente dell’AIA recentemente squalificato per 13 mesi.