Processo Maradona, Gianinna accuse Luque
Durante lâudienza, la tensione è salita quando in aula sono stati riprodotti alcuni messaggi vocali del neurochirurgo Leopoldo Luque, tra i principali imputati. La reazione della figlia del campione è stata immediata: sopraffatta dallâemozione, è scoppiata in lacrime. Secondo la sua ricostruzione, fu proprio il medico a orientare la famiglia verso la degenza domiciliare dopo lâintervento del 2 novembre 2020.
Nel suo racconto, Gianinna ha spiegato che lei e la sorella avevano inizialmente proposto un ricovero in clinica, anche ipotizzando un intervento legale per superare la volontà del padre. Una strada poi abbandonata dopo le rassicurazioni ricevute: âCi ha manipolato, ci ha garantito che ci sarebbero state le apparecchiature necessarie per un ricovero serioâ. Parole pesanti, che chiamano in causa direttamente la gestione sanitaria dellâex fuoriclasse.
Il processo, che coinvolge sette imputati accusati di omicidio, si basa sulla tesi della Procura secondo cui la morte di Maradona non sarebbe stata inevitabile. Il pubblico ministero Patricio Ferrari ha parlato apertamente di âmorte annunciataâ, sostenendo che il campione sia stato âabbandonato alla sua sorteâ in un contesto di grave negligenza.
Secondo lâaccusa, il ricovero domiciliare fu inadeguato e privo delle necessarie condizioni di sicurezza. âà stata unâindifferenza letale e criminaleâ, ha ribadito il pm, sottolineando come segnali critici fossero presenti già nelle ore precedenti al decesso e come un intervento tempestivo avrebbe potuto cambiare lâesito.
Gli esami autoptici hanno stabilito che la morte fu causata da un edema polmonare acuto legato a insufficienza cardiaca, in un quadro clinico già compromesso. Un elemento centrale nel procedimento, che punta a chiarire eventuali responsabilità nella gestione degli ultimi giorni del campione argentino.