L'orchestra di Sarri ha dovuto rinunciare al secondo palcoscenico stagionale dopo la Coppa Italia. Il maestro ha diretto bene ma alla fine nel calcio (non come nella musica) c'è anche la componente dea bendata. Ma tra i vari tenori e soprani che si sono espressi ieri contro il Villareal spicca l'assolo di Mirko Valdifiori. Dopo mesi di critiche, talvolta anche giustificate (ma talvolta no), l'ex Empoli ha finalmente mostrato frecce di un arco che ai napoletani era ancora sconosciuto in parte.
Perchè nelle sue uscite con la maglia azzurra Valdifiori ha avuto un rendimento sottotono, forse per il salto di categoria in una grande, forse anche per questioni tattiche. Ma di certo c'è una condizione atletica che in questa stagione non è mai stata al topo. Complice anche un Jorginho in forte ascesa, il pupillo di Sarri non ha mai trovato spazio a sufficienza, e nelle sue occasioni è parso sempre spento, ancora non inserito nel contesto azzurro.
Ieri no. Ieri, in una gara con un esito non felice per il Napoli, se c'è stata una nota positiva è stata proprio Mirko Valdifiori. Qualcosa in fase difensiva è ancora da migliorare, ma i passi avanti restano evidenti specialmente in fase d'impostazione. Questione di tempo, forse, sta di fatto che se da un lato ci sono elementi in calo di forma, dagli Higuain agli Insigne, non si può non constatare il passo avanti dell'ex Empoli.
Una rondine non fa primavera, ma è anche vero che meglio tardi che mai. Lo abbiamo aspettato, lo abbiamo esortato e anche criticato, forse ha iniziato a carburare. Per questo finale di stagione Sarri dovrà attingere a tutti le risorse di questo Napoli, e Valdifiori dovrà costituire una di queste.