Ultimissime Serie A - Le polemiche arbitrali dopo Atalanta-Napoli hanno riacceso il dibattito sul sistema italiano. In un momento delicato per lâAssociazione Italiana Arbitri, priva di una guida effettiva dopo lâinibizione del presidente Antonio Zappi, la FIGC accelera sulla riforma voluta da Gabriele Gravina.
Oggi, nella sede federale di via Allegri, è in programma un confronto tecnico con il designatore Gianluca Rocchi e il vicepresidente vicario AIA Francesco Massini. Sul tavolo il progetto del âPgmol italianoâ, ispirato al modello inglese Professional Game Match Officials Limited, che punta a trasformare gli arbitri in professionisti.
Lâidea di Gravina è chiara: costituire una Srl partecipata al 100% dalla FIGC, operativa dalla stagione 2026/2027. Il budget previsto si aggirerebbe intorno ai 18 milioni di euro annui, con il contributo di Serie A e Serie B.
La novità principale riguarda lo status dei direttori di gara, che diventerebbero professionisti con una forma contrattuale ancora da definire (dipendenti o autonomi). A guidare la nuova società sarebbe un Consiglio di Amministrazione composto da tre membri indipendenti, nominati a maggioranza qualificata dal presidente federale.
Figura centrale sarà il direttore tecnico dellâarbitraggio, incaricato di nominare i cinque designatori (Serie A, Serie B, assistenti, VMO e osservatori). Un punto, quello dellâindipendenza del CdA, che Gravina considera non negoziabile.
Lâorganico previsto comprenderebbe 40 arbitri, 66 assistenti e 24 VMO (Var e Avar). Cambierebbe anche il sistema di promozioni dalle categorie inferiori: non più vincolato a numeri fissi, ma legato alle esigenze tecniche individuate dal nuovo âsuper-designatoreâ.
Una riforma strutturale che punta a garantire maggiore autonomia, professionalità e trasparenza. Il confronto con le componenti arbitrali è appena iniziato, ma la direzione sembra tracciata: il modello inglese come riferimento per ridisegnare il futuro degli arbitri italiani.