Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa a Castel Volturno: "Aprendo il Corriere dello Sport ho visto l'amico Walter Veltroni, amico di famiglia e allievo di mio padre, fare una lunga intervista a Massimiliano Allegri. Dice che il giornalismo rischia di essere schiavo di una sindrome pericolosa, che sembra non amare più il racconto o l'analisi tecnica: conta solo la polemica, e la ricerca del fiele nonchè l'approssimazione tecnica. Un anno fa ho detto che avrei avuto un grande problema temporale: devo immaginarmi, io che parlavo negli anni '80 di mondializzazione...il Napoli mi sta a cuore, sono qui per fare un patto. Non perchè dovete parlare bene di me o dell'allenatore, ma del calcio in genere. Ogni volta vedo delle pagine avvelenate sul calcio, come se fossimo arrivati all'ultimo stadio: come se avessimo un cancro propagatosi. Tutti insieme, se amiamo questo mondo del pallone, dobbiamo seminare perchè i media ed i social network vengono visti dai giovani. Se cominciamo a disamorare può cambiare poco o nulla, io ho sempre investito e lavorato a 360°: però pensate quanti delusi uccideremmo. Non possiamo sempre dire che gli stadi sono bruttissimi, tanto è l'Italia che non funziona. L'Inghilterra ha un calcio sul quale la signora Thatcher ha investito, noi abbiamo la legge Melandri che dopo vent'anni non funziona: non è che la si cambia. Siamo il paese non capace di legiferare, facciamo a cazzotti con ciò che c'era prima. Questo è il grande problema, non appena c'è uno come Renzi che cerca di dare continuità...subito lo si crocifigge, ma chi c'era prima? Chi è che le palle al cubo per governare un paese anarchico come il nostro? Di finti fascisti, finti comunisti e finti intellettuali. Sono disponibile a lavorare assieme, ma non per parlare del Napoli o delle nostre capacità di essere stracompetitivi...ma per migliorare il calcio".
Clicca sul video in allegato