Il caso Granit Xhaka scuote la nazionale svizzera alla vigilia dei prossimi impegni internazionali. Il capitano elvetico salterà le quattro gare di Nations League dopo aver ammesso di aver ottenuto in passato un certificato Covid falso, vicenda sulla quale sta indagando la procura di Lucerna.
La conferma è arrivata dallo stesso Xhaka , che su Instagram ha spiegato le ragioni del suo gesto: "La questione della vaccinazione mi causava preoccupazione. Avevo profonda diffidenza nei confronti del vaccino ed ero in preda all'angoscia e al dubbio - scrive Xhaka su Instagram -. In questo stato emotivo turbato che mi sono procurato un certificato falso di vaccinazione. È stato un errore. Me ne rammarico e mi assumerò le mie responsabilità" .
La scelta di escludere il centrocampista dalla lista dei convocati è stata presa "di comune accordo" tra il giocatore e la federcalcio svizzera. Una decisione ritenuta necessaria per tutelare il gruppo in una fase delicata della stagione.
A chiarire la posizione dell'Asf è stato il presidente Peter Knabel: "Xhaka ci ha informati. Apprezziamo il fatto che abbia compiuto questo passo e che sia disposto a chiarire la vicenda. Abbiamo valutato insieme che fosse nell'interesse della squadra affrontare questo impegno senza di lui" .
La Svizzera sarà impegnata il 26 settembre nella trasferta contro la Macedonia del Nord e il 29 contro la Scozia. A seguire, il 3 e il 6 ottobre, affronterà la Slovenia e nuovamente Macedonia del Nord, questa volta a Lucerna.
Il futuro immediato di Xhaka in nazionale resta dunque sospeso. Knabel ha annunciato che ogni valutazione sarà rinviata alla conclusione della finestra internazionale: "Al termine di questa finestra internazionale, valuteremo nuovamente la situazione con Granit e discuteremo sul da farsi" .