Lutto SSC Napoli - Il calcio italiano piange la scomparsa di Beppe Savoldi, morto oggi giovedì 26 marzo dopo una lunga malattia allâetà di 79 anni. Attaccante simbolo degli anni Settanta, è stato uno dei bomber più prolifici della sua epoca, lasciando un segno indelebile soprattutto con Atalanta, Bologna e Napoli.
Nato a Gorlago nel 1947, Beppe Savoldi esordì in Serie A con lâAtalanta nel 1965, mettendosi subito in evidenza per fiuto del gol, forza fisica e abilità nel gioco aereo. Il salto definitivo arrivò nel 1968 con il trasferimento al Bologna, dove si consacrò tra i migliori attaccanti del campionato, vincendo la Coppa Italia nel 1970 e laureandosi capocannoniere della Serie A 1972-73.
Nel 1975 il passaggio al Napoli segnò una svolta storica: il suo trasferimento avvenne per una cifra record, tanto da renderlo il primo âmiliardarioâ del calcio italiano. In maglia azzurra confermò il proprio valore, garantendo gol e continuità in una fase di crescita del club, negli anni precedenti allâarrivo di Diego Maradona.
Dopo quattro stagioni tornò al Bologna, continuando a segnare fino al 1982, prima di chiudere la carriera con unâultima parentesi allâAtalanta.
Nel corso della sua carriera, Beppe Savoldi ha realizzato oltre 200 gol tra i professionisti, affermandosi come uno degli attaccanti più completi e affidabili del suo tempo. Con la Nazionale italiana ha raccolto quattro presenze e una rete, senza però trovare continuità in unâepoca ricca di grandi centravanti.
Soprannominato âMister due miliardiâ, resta una figura iconica del calcio italiano, ancora oggi ricordata con affetto soprattutto a Bologna e Bergamo. Un centravanti essenziale, concreto e letale, simbolo di unâepoca che ha fatto la storia del nostro calcio.