James Laughlin, general manager del Napoli Basketball, parla a Il Mattino.
à tempo di derby contro Scafati.
«Ho partecipato a quattro serie di finali Nba, non c'è nulla di più assordante di quelle. Ma un derby è un'altra cosa. In Nba l'energia è legata al singolo momento. In Italia, invece, riguarda l'identità , la famiglia, il quartiere e la storia: è qualcosa che si è costruito nel corso di generazioni».
à quasi un testa-coda: risultato scontato?
«No, in un derby la classifica non conta nulla. Scafati giocherà senza niente da perdere, sono proprio queste le partite più insidiose. Il nostro compito è rispettare gli avversari, prepararci come se fosse una gara di playoff e conquistarci la vittoria sul campo. In questo campionato nulla ti viene regalato».
Il suo rapporto con coach Repesa?
«Abbiamo un rapporto professionale basato su ruoli ben definiti. L'allenatore guida la squadra e il compito della dirigenza è sostenerlo, fornendogli i giocatori, le risorse e le informazioni di cui ha bisogno. Poiché abbiamo definito fin da subito che tipo di squadra volevamo costruire, siamo partiti con il piede giusto in questa stagione».
A chi va il merito della costruzione della squadra?
«La classifica di novembre non assegna trofei, quindi verificheremo più avanti. In ogni caso il merito va a molte persone. Matt Rizzetta e la proprietà hanno reso possibile l'investimento, coach Repesa aveva una visione chiara dei giocatori che desiderava. Il nostro staff ha svolto un grande lavoro. E, soprattutto, sono stati i giocatori a scegliere Napoli: tutti hanno sposato il progetto».
Dovesse scegliere: campionato o EuroCup?
«Non voglio scegliere e credo che nemmeno i nostri giocatori vogliano farlo. L'EuroCup ci mette alla prova contro stili di gioco differenti e contro le migliori realtà europee, mentre la serie A richiede costanza ogni singola settimana».
Il mega-progetto di Rizzetta a Napoli come lo giudica?
«à ambizioso, Matt considera Napoli una delle grandi città dello sport a livello mondiale e crede che qui la pallacanestro meriti di calcare i palcoscenici più prestigiosi. Ciò che apprezzo particolarmente è che si tratti di un piano a lungo termine: investire, costruire credibilità , far crescere la base dei tifosi e le infrastrutture, per poi guadagnarsi il diritto di competere ai massimi livelli».