Il centro Guglielmo âWillieâ Caruso, capitano del Napoli Basketball, è intervenuto nel corso della puntata numero 31 di âSpeak&Rollâ su Radio Capri.
LA FASCIA DI CAPITANO DA NAPOLETANO - "Ho avuto come esempio Mimmo Morena, fare il capitano quando la squadra va così bene è una soddisfazione ancora più grande. L'anno scorso tenevo al risultato di squadra, soprattutto dopo essere stato tanto lontano da casa.
Dopo un anno di transizione e un po' di difficoltà , sono entusiasta che quest'anno sono circondato da un gruppo di giocatori incredibili di talento e con la mentalità giusta, da capitano non potrei essere più felice e poi dall'affetto dei tifosi contro Milano e contro il Tofas dove qui abbiamo avuto un calo di energie, ma noi siamo stati bravi mentalmente e il tifo è stato davvero il nostro sesto uomo".
DIFETTI SULLA GESTIONE DEI FALLI - "C'è una differenza sostanzialmente tra metro arbitrale europeo ed italiano e in LBA abbiamo avuto molti più problemi. Noi vogliamo essere aggressivi, non è mai facile giocare contro squadre che tendono a spezzare il gioco. Abbiamo una panchina lunga e tutti possono dare una mano, se siamo in 12, 5 falli a testa sono tanti. Si può migliorare nella gestione e sulla scelta dei falli, ma meglio essere così e non fare i passivi".
LA NUOVA SFIDA CONTRO OLEJNICZAK - "Il centro di Tortona è molto tosto, loro in generale sotto tutti i punti di vista giocano molto fisicamente. Dobbiamo limitare le ricezioni vicino al canestro e lottare a rimbalzo e per come difendiamo ogni tanto può esserci qualche errore di posizionamento, quindi anche le guardie devono aiutare in difesa".
IL BASTONE E CAROTA DI COACH REPESA - "Il coach è chiarissimo, bisogna incidere in poco tempo perché i ritmi sono altissimi e nel ruolo di centro possono esserci difficoltà . Il coach stesso ogni tanto ci invoglia al cambio, anche un minuto di riposo può essere fondamentale, ma non bisogna risparmiarsi in nessun momento".
SODDISFAZIONE PERSONALE E MIGLIORAMENTI - "Il settore del campo dove posso migliorare è sempre il lato difensivo: ci sono letture, posizionamento e abitudine, si può sempre migliorare. In difesa noi lunghi possiamo dettare tempi difensivi e aiuti".
L'ACCOGLIENZA A MARKEL BROWN E DEGLI ALTRI COMPAGNI - "Sappiamo tutti che è stata una trattativa difficile, ma io soprattutto lo aspettavo in squadra perché è una rogna giocarci contro, poi soprattutto dopo averlo avuto in squadra a Varese. In particolare poi Zac Seljaas mi ha stupito di come si è ambientato subito e di come in allenamento faccia cose con una facilità disarmante".