Il lato umano di Younes: l'affetto per Appie, l'impegno in Libano ed un'amicizia importante in Germania

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Amin Younes, esterno offensivo tedesco dell'AjaxAmin Younes, esterno offensivo tedesco dell'Ajax

Premessa dovuta su Amin Younes:

  1. Il Napoli (De Laurentiis) ha annunciato la firma ed il contratto depositato
  2. Chi ne ha curato il trasferimento in Italia conferma la firma sul contratto valido dal primo luglio

In questo momento, se non si dovesse sciogliere l'accordo, non può rifirmare con l'Ajax. Le frasi sul possibile rinnovo rilasciate ieri sera sono legate esclusivamente allo scioglimento del contratto già firmato con il Napoli. Difficile. Quando poi i "motivi" verranno chiariti, si avrà un quadro completo di una situazione che, ad ora, è e rimane molto nebulosa e indefinita. Magari presto, chissà. Il caso Younes non riguarda il club olandese, lo ha confermato lo stesso calciatore: "Mi sono alzato nello spogliatoio e ho detto ai miei compagni il motivo per cui il trasferimento non è avvenuto. Sono successe delle cose e perciò sono qui. Non ha niente a che fare con qualcuno dell'Ajax"

CIFRE E OFFESE

Younes ha firmato un accordo che lo legherà al Napoli fino al 2023, per un valore iniziale - come risulta a CalcioNapoli24 - attorno al milione e mezzo di euro (una cifra molto più alta di quella che guadagna all'Ajax, molto più del triplo). Sarebbe dovuto arrivare a gennaio, dato che l'accordo tra Ajax e Napoli era stato trovato, secondo quanto risulta a CalcioNapoli24, sulla base di cinque milioni di euro di parte fissa più altri 2,8 milioni legati a bonus. A maggior ragione se il primo impatto di Younes con la città era stato soddisfacente, sulla base di contatti precedenti con Milik che avevano portato ad una presentazione positiva dell'ambiente.

Detto ciò, in questi giorni si è fatta tanta confusione sull'uomo Younes: dileggiato sui social dagli indomiti complottisti, quelli che accusano la Juventus (!) di aver fatto ostruzione all'affare (!!). Niente di tutto questo. E su Amin ci sono alcune cose da raccontare, andando oltre il riassunto fatto giorni fa attraverso le testimonianze e le ricostruzioni.

APPIE E AMIN

8 luglio 2017, amichevole in Austria tra Ajax Werder Brema. Abdelhak Nouri, 20 anni, si accascia al suolo. Aritmia, defibrillatore, corsa in ospedale, condizioni serie ma stabili. Una flebile speranza durata cinque giorni, poi la mazzata totale: danni cerebrali gravi e permanenti. E trasferimento da Innsbruck ad Amsterdam, in una struttura specializzata.

14 luglio 2017, Amin Younes interrompe le vacanze - dodici giorni dopo la finale di Confederations Cup - per riaggregarsi all'Ajax in vista del preliminare di Champions contro il Nizza. Per stare vicino al suo compagno di squadra: "Un momento difficile - raccontò al Telegraaf l'ormai azzurro Amin - A causa delle notizie drammatiche su Nouri non potevo rimanere distante, volevo stare con i miei compagni di squadra e per questo sono tornato prima".

L'esterno tedesco, nonostante i soli 23 anni di età, nell'Ajax è uno di quelli con la maggiore esperienza e fa da tramite anche con i giovani che si affacciano in prima squadra. Nouri era tra questi. Nei giorni successivi, all'esterno dell'abitazione di Appie - questo il soprannome - si ammassano centinaia di tifosi dell'Ajax: tra di loro anche Amin, in mezzo alla folla che assiste alla scena drammatica del papà del ragazzo che, dal tetto di un'auto, si lascia andare ad un urlo di disperazione.

LE RADICI LIBANESI ED IL RAPPORTO CON HRUBESCH

I genitori di Amin sono originari del Libano, e probabilmente anche lì inizieranno a vedere le partite del Napoli: "Lì sanno che c'è un ragazzo che ha origini libanesi, perciò il tifo per la nazionale tedesca sarà maggiore" affermava Younes a TZ in una intervista del 2017.

Proprio nella Mannschaft, nelle giovanili, Amin stringe un rapporto stretto con Horst Hrubesch - dal 2000 al 2016 all'interno dello staff: "E' stato molto importante per me, mi identifico molto con lui e con il modo in cui giocava ai suoi tempi. Mi rivedo nella sua umiltà, nel suo stare fuori dal campo: non ce ne sono molti come lui".

Il primo incontro avviene nella Germania Under 18, e lo stesso Younes ammise a WDR di esser rimasto sorpreso da quel giorno in poi: "La nazionale è una famiglia, Hrubesch significa tanto per me: c'è sempre stato, mi ha reso un calciatore migliore. Per le decisioni importanti gli chiedo sempre un consiglio, è diventato un amico". E' lecito immaginare possa essere stato lo stesso Hrubesch a dare l'assenso definitivo alla firma col Napoli.

L'IMPEGNO NEL SOCIALE

Il nuovo acquisto del Napoli - da luglio: precontratto firmato e depositato, De Laurentiis dixit - non è uno dei tanti bad-boy che si incontrano nel mondo del calcio, anzi. Corpo ad Amsterdam e in estate a Napoli (sicuri?), ma la mente è sempre in Libano dove Younes ha messo su due progetti: il primo è una piccola accademia aperta con lo zio ("Lì i bambini crescono in pessime condizioni, perciò in questo modo possono divertirsi facendo sport e trovando un po' di equilibrio nella vita di tutti i giorni"); la seconda è l'organizzazione umanitaria Islamic Relief, che realizza eventi ed organizza anche dei tornei di calcio.

E Younes non fa mancare il suo contributo: "I proventi vengono donati ai bambini più poveri - raccontò a SPOX -, io li aiuto a livello di promozione e mettendo delle magliette all'asta. Ho il privilegio di aver ricevuto tantissimo nella mia vita, voglio ripagare facendo qualcosa". Dal punto di vista umano ha già vinto, chissà se il suo caso rientrerà. Chi lo dileggia senza sapere le cose, tutto sommato, non merita molta considerazione.

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