Sabato 25 Ottobre 2014, 16:32

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VIDEO - Forgione: "Quel gesto di Cavani che non ho digerito"

Bel gesto quello di Cavani quello di salutare i tifosi napoletani dalle pagine di un quotidiano

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Bel gesto quello di Cavani quello di salutare i tifosi napoletani dalle pagine di un quotidiano

Bel gesto quello di Cavani quello di salutare i tifosi napoletani dalle pagine di un quotidiano, forse l'unico modo possibile dopo il suo passaggio al PSG concretizzatosi senza più passare per Napoli. Il padre ci ha parlato di decisione improvvisa per un idolo che voleva rimanere per battere il record di Maradona, ma che in realtà lanciava messaggi ai top-club d'Europa prima di prendere al volo l'irrinunciabile ingaggio parigino. Pazienza. Restano i tre anni magici... Cavani è entrato nella storia del calcio napoletano. L'amore è finito, ma quello che è stato resterà indelebile. Cavani, finché ha indossato la maglia azzurra, ha onorato non solo il Napoli ma anche i napoletani. Però c'è un gesto compiuto dal "matador" in questo triennio partenopeo che non ho digerito: la triste messa in scena dello scorso autunno, firmata con maestria da Maria De Filippi, quando si prestò davanti le telecamere al regalo di un portafogli riempito di danaro a beneficio di un disoccupato napoletano, peraltro mortificato dalla moglie.

Quella sera tutti esclamarono «che cuore il nostro Edinson!», tralasciando che la beneficenza si fa in gran segreto e preservando la privacy del beneficiario, non in televisione in un programma strappalacrime di massa dal copione studiato. Quella sera, l'idolo di Napoli si prestò ingenuamente allo "sputtanapoli" e non mi piacque affatto. Bastava ostentare i giocattoli donati ai bambini del tifoso azzurro, la maglia firmata e l'abbonamento per la tribuna. Ma tirare fuori quel portafogli fu elemosina spettacolarizzata. Il povero tifoso Mario, umiliato in televisione e trasformato in un fenomeno da baraccone per ricevere l’aiuto che meritava dai servizi sociali, e non da un format televisivo, incarnò tutti gli stereotipi antimeridionali: disoccupato con figli, ma malato del Napoli. E Cavani, ingenuamente, contribuì ad alimentare tutti gli stereotipi più appetitosi. Espressi lo stesso giudizio controcorrente già allora, ma oggi, lontano dall'emotività del momento e senza più il legame col calciatore, quell'episodio può essere compreso meglio. Se non altro, perché nessun altro calciatore del Napoli possa prestarsi nuovamente ad una triste scena "ad usum delphini" dei professionisti dello spettacolo. Detto questo, buona fortuna a Edinson Cavani e, soprattutto, al Napoli.

Fonte : Angelo Forgione - VANTO

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