Alex, tifoso del Napoli mortificato dal cyber-bullismo

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Alex tifoso del NapoliAlex tifoso del Napoli

Alex, tifoso del Napoli di soli 12 anni, probabilmente non si aspettava di fare letteralmente il giro del web dopo aver partecipato da accompagnatore alla partita tra Napoli e Sassuolo di domenica 7 ottobre allo stadio San Paolo. Come tanti ragazzini della sua età, certamente ad Alex sarà sembrato di vivere un sogno quando ha calpestato l'erba del San Paolo con indosso la maglia del Napoli per accompagnare in campo gli avversari del Sassuolo come da rito in occasione delle partite. Tanti altri bambini, prima di lui, hanno potuto vivere questa emozione, ma ad Alex è toccato subirne le spiacevoli conseguenze, per colpa di un pubblico, quello della rete, troppo affamato di intrattenimento per fermarsi a riflettere.

ALEX TIFOSO DEL NAPOLI: COSA E' SUCCESSO

Probabilmente, davanti alla Tv, non ve ne sarete neanche accorti. Di certo, invece, vi sarà capitato di vedere sul vostro smartphone l'immagine di questo bambino grassottello che mette in secondo piano i corpi atletici dei giocatori in maglia neroverde. Per chi non conosce la storia di Alex, quella foto sarà significato niente di più che l'immagine di un bambino grasso: questo, però, non autorizza nessuno a trasformare un bambino in uno zimbello e a prendersi la libertà di condividere, commentare, offenderlo sui social network, riparati dallo schermo di un cellulare, impassibili ai sentimenti e alle reazioni altrui.

Per chi conosce Alex, però, ed in primis per lui e la sua famiglia, le risate e i commenti hanno il sapore di una vergognosa umiliazione. Perché se Alex è apparso così ingombrante in maglia azzurra, non è perché "si è mangiato Insigne", come qualcuno ha scritto sui social, dando vita ad un 'meme' diventato in poco tempo virale, ma perché soffre di una bruttissima malattia con la quale combatte ormai da diversi anni. Per lui, a cui la vita ha riservato un'infanzia già molto difficile, entrare al San Paolo davanti a 30mila spettatori, fianco a fianco con i suoi idoli, sarà stata una gioia indescrivibile. Alex non meritava di sentirsi deriso quando, tornato a casa, ha scoperto che mezza Italia si stava prendendo gioco di lui.

Ribadiamo: la malattia di Alex ci mette di fronte all'obbligo etico e morale di avere rispetto per lui e la sua famiglia, ma in ogni caso, al di là della malattia, a nessuno è permesso di prendersi gioco di un bambino. Forza, Alex! Anche noi siamo con te!

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