IL GIORNO DOPO ti accorgi che Mazzarri e i suoi detrattori, De Laurentiis e la faccia da mettere, il Milan, la Juve e le irregolarità...

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IL GIORNO DOPO ti accorgi che Mazzarri e i suoi detrattori, De Laurentiis e la faccia da mettere, il Milan, la Juve e le irregolarità...

Il giorno dopo una cosa è certa. Mazzarri non allenerà più il Napoli. Dopo quattro anni, il tecnico livornese lascia. Tantissime le chiavi di lettura. Quella che più preoccupa è un’ipotetica diversità di vedute con la Società. Si spera che non sia così e che la proprietà si produca in una campagna acquisti di assoluto valore e si adoperi a trattenere i migliori. Se così non fosse, qualcosa in più sull’addio di Mazzarri, capiremo. A fine Agosto sapremo. Ma, al momento, le perplessità sono davvero tante. E i dubbi anche.

Il giorno dopo, malgrado un campionato di vertice, il Napoli è arrivato secondo e non ottavo, si prospettano grandi cambiamenti. Via un allenatore che ha ottimizzato al massimo gli elementi messigli a disposizione dalla Società. E pare che non finisca qui. Tira un preoccupante vento di radicale rifondazione della rosa. Quando poi tutti, anche i critici più feroci, hanno sempre convenuto che, a questo organico, sarebbero bastati due – tre innesti di indubbio valore. Rifondare adesso sarebbe da folli e la scelta del mister la si inizierebbe a comprendere..

Il giorno dopo è certa anche un’altra cosa. Il Presidente si è assunto una gran responsabilità. Non ha perso solo un grande tecnico, ma anche il suo personale parafulmine. Ora, se ne scelga un altro, con le spalle altrettanto grosse o, e sarebbe anche ora, inizi a mettere personalmente la propria faccia.

Il giorno dopo racconta anche di quanto questo gruppo fosse unito e compatto. A più riprese i calciatori si sono augurati la conferma del tecnico. Quanto sono lontani i tempi del famoso: “ Te ne vai o no, te ne vai si o no….”, intonato da De Napoli e compagni nei confronti dell’allora allenatore Ottavio Bianchi. Forse perchè anche in loro, esiste ormai la consapevolezza che, rispetto ad un tempo, quando anche in Italia giocavano i veri campioni, il ruolo dell’allenatore, nell’attuale calcio italiano, ha assunto una valenza superiore.

Il giorno dopo saranno in festa tutti i detrattori del mister. Quelli che pur di criticarlo si sono inventati le cose più assurde e folli. Difesa a tre, difesa a quattro, difesa a cinque. Senza magari riuscirne a comprenderne le differenze. Giocava Tizio e volevano Caio; giocava Caio e volevano Tizio. L’hanno anche tacciato di difensivismo. Ma se in tre anni, solo Cavani ha segnato più di cento goal e quest’anno il Napoli ha segnato più di tutti. E allora, Reja cos’era, il fratello segreto di Nereo Rocco? Insomma, critiche davvero gratuite. Le somme si tirano alla fine. I risultati, parlano per l’allenatore. Quattro anni di Mazzarri e quattro anni d’Europa, tra cui due di Champions. Il resto sono solo chiacchiere

Il giorno dopo, archiviata la questione allenatore, attenzione concentrata su arrivi e partenza. Oltre all’incubo che anche Cavani possa lasciare Napoli, tiene banco la posizione di Zuniga. Di gran lunga il miglior esterno sinistro del campionato. Si rischia di perdere anche lui. Ferocemente criticato dai soliti noti che parlavano dei suoi balletti sul pallone, arrivando addirittura a definirlo un circense, ora gli stessi si augurano che la Società lo trattenga. Diamine, un po’ di coerenza, visto che chiedere competenza sarebbe troppo. Alcuni farebbero più bella figura se stessero zitti, muti, come una pianta. Se la piantassero proprio, ancora meglio.

Il giorno dopo, questi pseudo competenti e critici in servizio permanente effettivo, saranno gli stessi che, se malaguratamente il Napoli, non dovesse partire bene il prossimo anno, inizieranno a rimpiangere Mazzarri. Questo è poco ma sicuro. Dato che trattasi di gente che della “coerenza” ha fatto il suo cavallo di battaglia.

Il giorno dopo, giri per bar e piazze e non si parla d’altro che dell’addio di Mazzarri. Come è ovvio che sia, opinioni e giudizi sono contrastanti. Serpeggia ad ogni modo una certa tristezza. Un anziano tifoso ha quasi le lacrime agli occhi. In tanti si sentono presi in giro dalla Società. Ognuno dice la sua. Una giovane tifosa, dopo una lunga e condivisibile disquisizione tecnico tattica, si dice certa che con questo presidente, vincere sarà pressoché impossibile. Speriamo si sbagli. Una cosa è certa. Si percepisce un certo scoramento. Ormai è chiaro che, oltre all’allenatore, al Napoli occorre anche una nuova e tangibile iniezione di entusiasmo. I proclami lasciano il tempo che trovano. Ora come non mai, occorrono i fatti!

Il giorno dopo, è un giorno triste. Finisce il campionato e per tutti gli appassionati di questo sport, le domeniche sembreranno vuote.

Il giorno dopo, ti viene da pensare che, un campionato senza Juventus e Milan, sarebbe più divertente e regolare. Ne guadagnerebbe tutto il calcio italiano. I rossoneri spinti da un rigore a partita sono “riusciti” a conquistarsi il diritto di disputare i preliminari di Champions League. E quando non bastavano i rigori a favore, si è iniziato a non darli alla Fiorentina. Da scandalo quello poi non concesso al Siena nell’ultima di campionato.

Il giorno dopo, merita menzione la fantastica dichiarazione di Montella, avvelenato come poche volte lo si era visto."La differenza tra Milan e Fiorentina? Loro sanno battere meglio i rigori". Hanno comprato uno specialista apposta, aggiungiamo noi.

Il giorno dopo, anche se ne sono passati due, è sempre una goduria vedere perdere la Juventus, anche se si tratta di una gara inutile. A conferma che lo fosse, terza partita consecutiva senza rigori a favore per i bianconeri, ormai non servono più. Anzi, contro la Sampdoria, “addirittura” un rigore contro. Da non credere.

Il giorno dopo la fine del campionato consegna gli ultimi verdetti. Fiorentina e Udinese in Europa League. Detto dei viola che meritavano di più, smettono di stupire i friulani. Quarta partecipazione consecutiva ad una competizione europea. Strepitoso il rendimento di Di Natale, che per il quarto anno consecutivo raggiunge almeno le venti marcature. Classe pura e campione vero. Ottima la guida di Guidolin che, malgrado la striscia di cinque sconfitte consecutive, i Pozzo hanno lasciato tranquillamente al suo posto e hanno avuto ragione. In altre piazze sarebbe stato certamente esonerato. Basti pensare che a Napoli volevano la testa di Mazzarri dopo la sconfitta con il Chievo. Da incubo la stagione dell’Inter. Allenatore acerbo e campagna acquisti scellerata. Fuori da tutto le romane che si giocheranno un posto in Europa nella finale di Coppa Italia. E meno male che dovevano fare una grande stagione e che avevano un organico superiore a quello del Napoli…

Stefano Napolitano
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