IL GIORNO DOPO... Napoli-Roma: il tappo che la becca Mertens, Milik non legge i cross ed il peccato finale

Rubriche fonte : di Stefano Napolitano
IL GIORNO DOPO... Napoli-Roma: il tappo che la becca Mertens, Milik non legge i cross ed il peccato finale

Il giorno dopo Napoli – Roma. Gli azzurri ne escono con un punticino che sebbene sia maturato al 90° gli sta stretto. Malgrado le fatiche di Champions, il Napoli ha giocato una gara a senso unico contro una Roma che trovatasi in vantaggio ha poi disputato una partita solo ed unicamente sulla fase difensiva, chiusa, raccolta nei propri sedici metri con i suoi tre giganti piazzati a centro area a difesa della porta e di un incerto Olsen.

Il giorno dopo Napoli – Roma. L’inizio degli azzurri è stato come al solito arrembante, ma questa volta non sono riusciti a sbloccarla. Malgrado un paio di nitide occasioni. Clamorosa quella capitata sui piedi di Insigne servito con un eccesso di altruismo da Fabian Ruiz al termine di uno slalom gigante all’Alberto Tomba degli anni d’oro. Con finte e controfinte ha seminato avversari e panico nell’area giallorossa. Sul più bello ha servito il “24” che forse non se l’aspettava e per questo è stato lento nel controllo e ha permesso all’onnipresente Manolas di recuperare.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Goal sbagliato, goal subito. La vecchia legge del calcio si è materializzata ancora una volta. Dzeko, che qualità a parte, i movimenti del centravanti li conosce alla grande, è “uscito” dall’area tirandosi fuori Koulibaly, ha scambiato con un compagno e si è riproposto al centro. Il pallone è finito sui piedi di El Shaarawy che non ha avuto difficoltà ad infilare in porta malgrado il disperato tentativo di Koulibaly che ha recuperato la posizione alla velocità della luce.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Da quel momento in poi, è iniziata una gara a senso unico. Azzurri d’assalto, squadra altissima con Ruiz in gran spolvero. Callejon attaccante aggiunto ha tenuto basso Kolarov, del quale non si ricorderanno né un tiro né un cross. Sul versante opposto, la posizione quasi da ala sinistra di Mario Rui, ha bloccato qualsiasi velleità offensiva di Santon. Morale, i giallorossi hanno iniziato a difendere a cinque ed “entrare” nei loro sedici è divenuta impresa ardua. Per tutto il primo tempo si è provato a servire Milik con traversoni da ogni dove. Purtroppo il polacco non sempre si è fatto trovare al posto giusto al momento giusto. E questo per un centravanti non è una bella cosa. Forse per imparare a “leggere” traiettorie e movimenti da fare, avrebbe bisogno di giocare sempre, con grandissima continuità. Ma il Napoli, per le ambizioni che ha, non può aspettare.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Tantomeno poteva aspettarlo ieri. Malgrado gli azzurri fossero sotto, Ancelotti l’ha tirato fuori. Al posto del centravanti vero, dentro quello “falso”. Mertens è entrato con una rabbia in corpo che avrebbe spaccato il mondo. Dopo due minuti la sua prima conclusione, di testa, di poco alta. Con gli occhi è sembrato voler cercare il mister in panca come per dirgli, sono un “tappo” ma di testa la becco. Non è una questione di statura, spesso è una questione di posizionamento.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Nei quaranta minuti che è stato in campo, il belga ha segnato tre goal. Due annullati per millimetrici fuorigioco e il terzo finalmente valido che ha evitato una sconfitta che sarebbe stata una beffa dopo una partita a senso unico. Dopo aver tirato verso la porta avversaria una ventina di volte e aver battuto ben diciassette angoli, praticamente uno ogni sei minuti. Per Mertens quarta rete consecutiva tra campionato, Champions e nazionale.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Peccato che il goal del pari sia arrivato troppo tardi. Manca la controprova, ma fosse giunto una decina di minuti prima, il Napoli, trascinato dall’entusiasmo e dal pubblico, quasi certamente avrebbe conquistato l’intera posta contro una Roma che attualmente vale la posizione che occupa. Dopo dieci turni è già a meno tredici dalla vetta. Di questo passo, al termine del girone d’andata, si ritroverà a meno venti.

Il giorno dopo Napoli – Roma. Le fatiche di Parigi hanno pesato fino ad un certo punto. Forse Insigne è apparso meno lucido, ma era anche reduce da un problema fisico. Tutti gli altri hanno macinato chilometri e sciorinato una serie di combinazioni che a certe squadre non riescono neanche in allenamento senza avversari. Il Napoli c’è. Concretizza poco considerata la mole di gioco. Forse questo l’unico vero problema di una squadra che più passa il tempo e più sembra essere consapevole della propria forza.

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