Che fine ha fatto... Rolando?

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Alla ricerca degli azzurri perduti, dei volti dimenticati che a Napoli sono stati solo di passaggio o che comunque non hanno lasciato il segno. Una rubrica, in programma ogni mercoledì, che punta a ripescare bidoni e delusioni dell'era De Laurentiis in Serie A. Oggi tocca a lui: che fine ha fatto... Rolando? 

Il primo acquisto internazionale di Aurelio De Laurentiis. Non uno sconosciuto o un giovane da valorizzare, ma una garanzia all'apparenza. Giunto tra l'altro anche al mercato di riparazione e non in estate, al fotofinish. L'ufficialità arriva infatti il 30 gennaio 2013: un milione di euro nelle casse del Porto per il prestito con diritto di riscatto, fissato a 10 totali. Così in azzurro sbarca un colosso di 190 cm, nel pieno della maturità e con un curriculum di spessore considerata la grande esperienza europea col Porto con tanto di vittoria della Coppa UEFA nel 2010 e le presenze con la nazionale portoghese. Tuttavia il suo percorso non va secondo le aspettative: appena 9 le presenze in totale per 570 minuti totali.  

Il dogma dei titolarissimi, ancora una volta. Soprattutto questo alla base della sua parziale esclusione. Troppo sacra per Walter Mazzarri quella linea difensiva compatta e affiatata composta da Campagnaro, Cannavaro e Aronica a stagione in corso. Soprattutto poi considerando il muro della lingua e un campionato nuovo da conoscere, nonostante tutto. Così, causa l'addio del tecnico a fine stagione e una rivoluzione da attuare, la società decide di non confermare il roccioso difensore a fine stagione. E lì il paradosso: non solo l'allenatore toscano se lo ritroverà all'Inter un anno dopo pur senza chiederlo, ma collezionerà anche 29 presenze in una stagione senza coppe. Il tutto, però, non basta: niente riconferma in conclusione a causa i profondi problemi economici della società. Da lì l'ultimo prestito da giocatore del Porto prima di ricominciare davvero, un semestre in Belgio con la maglia dell'Anderlecht per un'esperienza non affatto esaltante. 

Oggi, a 32 anni, il difensore vive una seconda giovinezza con la maglia del Marsiglia. In Francia dal 2015, ha finalmente raggiunto il proprio equilibrio a suon di prestazioni e grande continuità. "Qui c'è un bel clima, c'è il sole a gennaio e i tifosi vivono per questo club: Marsiglia mi ricorda Napoli, qui sto bene", ha recentemente dichiarato probabilmente con un pizzico d'amarezza. La fase calante proprio subito dopo il momento migliore. E il Porto, forse, l'aveva capito prima di tutti. 

di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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