BIDONI AZZURRI - Per 'qualcuno' era meglio di Baggio e Angelillo sta ancora aspettando...

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BIDONI AZZURRI - Per 'qualcuno' era meglio di Baggio e Angelillo sta ancora aspettando...

E così Ferlaino decise di rifondare il Napoli…! La brutta sensazione di arrivare in finale di Coppa Italia e perderla col Vicenza, fece saltare dalla sedia l’ex patron azzurro per poi elaborare il nuovo progetto Napoli. Correva l’estate del 1997, Milanese fu ceduto all’Inter, Boghossian alla Samp, Cruz al Milan, Pecchia alla Juventus, Aglietti al Verona, Beto al Gremio e Caccia all’Atalanta, era evidente che bisognava fare cassa, ma nello stesso tempo si pensò di tornare ‘punto e a capo’. Partì la missione Europa, durante la sessione estiva di mercato, Ferlaino decise di darci un taglio e ribaltare la situazione in casa azzurra: Giannini, Rossitto (all’epoca nel giro della Nazionale dopo un’ottima parentesi all’Udinese), Asanovic, Mirko Conte e Josè Luis Calderon furono gli innesti che l’ingegnere ‘ben’ pensò' di aggiungere alla rosa per una stagione di rinascita. A luglio i giornali iniziarono a mormorare riguardo il nuovo assetto tattico degli azzurri che scelsero Bortolo Mutti come tecnico: per la sostituzione di Caccia e Aglietti, di nomi (come al solito) se ne facevano e come! L’idea era quella di affidarsi a un calciatore d’esperienza, che potesse risolvere il problema in zona gol, uno che avesse potuto dare sostanza al reparto avanzato. Roberto Baggio o Calderon? Poi spuntò anche la pista Nakata, finito al Perugia di Gaucci, ma lo sprint finale fu vinto decisamente dal “nuovo erede” (bla bla bla bla) di Gabriel Omar Batistuta. Il Napoli era sulle tracce del ‘Divin Codino’, ma il presidente Ferlaino spostò definitivamente la sua attenzione sulle gesta del centravanti dell’Independiente. 7.5 miliardi di vecchie lire nelle casse del club argentino e “El Caldera” (così era soprannominato in patria) arrivò a giocarsi la sua chance in Italia. Con lui arrivarono anche Igor Protti e Max Esposito (reduci da un’annata sfortunata con la Lazio), Claudio Bellucci (vice capocannoniere della Serie B con la maglia del Venezia) e Damir Stojak, un altro di cui sentirete parlare a breve. In quell’estate Daniel Passerella, l’allora trainer dell’Argentina gli concesse l’opportunità di mettersi in mostra in Coppa America: non poche le sue apparizioni, ma i risultati furono del tutto molto scadenti. Le miriadi di reti segnate in Argentina con le maglie di Estudiantes prima e Independiente poi, rassicuravano l’ansia dei tifosi del Napoli che speravano invano di trovare un attaccante degno di indossare i colori azzurri. “Sono venuto a Napoli per fare gol, ne farò più di Angelillo” (che ne realizzò 33 in una sola stagione!), le sue prime parole in tv, all’aeroporto con la sciarpa biancoazzurra al collo. In precampionato solo il ‘povero’ Leffe può ammettere di aver subito un gol da Calderon, in campionato debuttò alla terza giornata, al Menti di Vicenza, la partita finì 1 a 1 con rete di Turrini, e Calderon? Il suo capello rasato alla ‘Full Metal Jacket’ e le sue movenze da ‘bisonte’ non colpirono l’attenzione dei presenti allo stadio, alcuni già iniziavano a rimpiangere l’ex Caio. Il terreno del ‘Menti’ ricorda bene i suoi tuffi catastrofici nell’area vicentina, difficilmente riusciva a girarsi in area di rigore, troppo pesante, troppo statico. Baggio faceva gol a grappoli nel Bologna, Calderon collezionò soltanto sei presenze e zero reti, senza mai ‘togliersi lo sfizio’ di dire: “Caro Angelillo, ho appena cominciato la mia rincorsa”. Il San Paolo era, almeno, divertito, dal ‘simpatico’ atteggiamento di ‘El Caldera’, Mutti lo escluse, Mazzone pure, quando a gennaio fu messo sul mercato, all’Independiente già mancava, così le due società si misero d’accordo per il suo ritorno in Argentina. Poi, un’esperienza in Messico (abbastanza deludente) e infine la chiusura della sua carriera proprio nel suo paese con la maglia del Defensores de Cambaceres, dopo aver militato tra le fila di Arsenal Sarandi, Estudiantes e Argentinos Junior. Oggi è un allenatore e nello scorso marzo è stato esonerato dall’incarico di allenatore di Gymnasia Esgrima de Jujui, seconda divisione argentina. Il peggio è passato, calca ancora i campi di calcio, ma ad oggi, almeno…ci resta a bordo!  

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