Repubblica - Esponenti della cultura, dell'Università e dello sport contro Sarri: "Risposta di una gravità inaudita, cafone e razzista"

Rassegna Stampa  

Una frase grave, inopportuna. Una reazione che non può essere giustificata dal momento di difficoltà del Napoli perché un uomo pubblico ha una grande responsabilità verso tutti, soprattutto verso i giovani. È questa la risposta di esponenti della cultura, dell’Università e dello sport, tutti tifosissimi del Napoli, alla frase di Maurizio Sarri domenica sera in conferenza stampa a Milano dopo Inter- Napoli. 

«Per scaramanzia — commenta l’attrice Lina Sastri non parliamo del futuro. Diciamo, invece, che Sarri ha risposto da cafone mostrando tutto il suo machismo, razzismo e sessismo. Non si risponde così in ogni caso, si tratti di una donna o di un uomo. Non si reagisce così. L’allenatore del Napoli è un personaggio pubblico e deve avere la forza, anche e soprattutto nei momenti difficili, di replicare adeguatamente a tutte le domande, anche a quelle che non vorrebbe ricevere. Sarri stava prendendo parte a una regolare conferenza stampa. Ha sbagliato».

D’accordo la scrittrice Valeria Parrella, che si sbilancia un po’ sul futuro: «Il campionato non è chiuso, possiamo ancora vincere» . Poi attacca: «La risposta di Sarri è di una gravità inaudita. Innanzitutto solidarietà massima alla giornalista Titti Improta. Sarri ha sbagliato per diverse ragioni. A lui guardano tanti ragazzi come un esempio da seguire, come un obiettivo da raggiungere. Noi tutti, tifosi e non, crediamo nell’allenatore in tuta che, proprio perché seguito da tanti giovani, ha una responsabilità enorme. La sua responsabilità non è solo quella di far vincere il Napoli, ma di essere impeccabile dentro e fuori gli stadi. È inutile dire ai tifosi di non cantare cori razzisti se poi chi guida la squadra mostra un doppio razzismo di fronte a una lavoratrice. Sarri ha definito la giornalista donna e carina. Ha dato un suo giudizio invece di rispondere a una domanda coraggiosa. Peccato. Certo, in Italia c’è ancora tanta strada da fare».

Sdegno totale anche da Irma Testa, pugile di Torre Annunziata che nel 2016 ha partecipato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro: «Certi commenti così maleducati e maschilisti sulle donne non meriterebbero risposta».

Si indigna il mondo accademico. Per Guido Trombetti, super tifoso del Napoli, «la volgarità non è mai un buon viatico, in particolare se esercitata da persone di grande impatto mediatico, perché ha un profondo effetto diseducativo. Sarri è un personaggio molto in vista e non può pensare di essere legibus solutus, di dire ciò che vuole con i toni e la semantica che preferisce rivolgendosi, nel caso specifico, in forma scurrile verso una persona di grande gentilezza e affabilità come Titti Improta. Non è la prima volta che si lascia andare. Suggerirei a Sarri di mantenere la stessa freddezza che ha quando discute i suoi contratti. Sarri è fatto così. Non intendo criminalizzarlo. Nel caso del battibecco con Mancini lo difesi pubblicamente e capisco che tutti possono esagerare, ma non deve dimenticare di essere un personaggio pubblico».

Altrettanto dura Elda Morlicchio, rettore dell’Università Orientale, anche lei fan azzurra: «La frase di Sarri dimostra che certi stereotipi resistono. Il rispetto della donna in quanto tale va posto ogni giorno. Ci vorrebbe un 8 marzo tutto l’anno fino a quando non saranno superati atteggiamenti che riemergono in tutta la complessità ogni volta che un uomo perde il controllo. Mi dispiace che sia scappata questa battuta ad un allenatore bravo e stimato, ma le prove del fuoco sono proprio nei momenti di grande stress». A riportarlo è l'edizione odierna di Repubblica.

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