RAMMARICO - Ecco dove saremmo senza tutti quei punti persi...
21:42
Cade la Lazio a Udine (2-0), trafitta dopo 70 minuti da Di Natale, raddoppio di Pereyra al 93’, ed ecco un gruppo di quattro squadre a quota 55 che si giocano il terzo posto per i preliminari Champions: Lazio, Napoli, Udinese, Inter. Più lontana la Roma (-4). Il Napoli si mangia i … gomiti fallendo nel finale all’Olimpico la terza vittoria consecutiva. Il pareggio con la Roma (2-2), beccato a pochi minuti dalla fine, lascia l’amaro in bocca e in classifica (vincendo gli azzurri sarebbero stati soli al terzo posto a quota 57). Un vizietto, quello di farsi raggiungere, che ha illustri precedenti: da 2-0 a 2-2 col Catania, da 3-1 a 3-3 con la Juventus. E troppi i punti persi al San Paolo: 21 (sei pareggi, tre sconfitte). Un tempo regalato alla Roma, dopo i primi dieci minuti effervescenti col salvataggio di Gago sulla linea, conclusione di Fernandez, cedendo alla formazione giallorossa la supremazia sulle corsie: travolto Zuniga da Rosi, in difficoltà Maggio con Taddei. Su Totti è andato Inler marcandolo a uomo, ma il Pupone, vecchia classe, giocava di anticipo dando via il pallone di prima. Difesa in imbarazzo sui movimenti di Borini e Bojan (sullo spagnolo ha sofferto Fernandez che proprio non si trova da esterno destro). Sotto la pressione della Roma (Gago mancava un gol a porta vuota, De Sanctis salvava su Taddei e Bojan, Marquinho falliva il bersaglio da pochi passi) il Napoli, con le ali spuntate, non riusciva a ripartire incassando il gol a fine tempo (errori di Zuniga e Dzemaili con Cannavaro e Aronica fermi, in ritardo Fernandez su Marquinho). Ma la spettacolare riscossa nel secondo tempo e il sorpasso con i fantastici gol di Zuniga e Cavani, stesso punto di battuta, una fiondata lunga quella del colombiano, un tiro a giro dell’uruguayano di grande bellezza, autorizzavano a puntare sul successo pieno. La Roma veniva letteralmente cancellata dal campo. Purtroppo sfuggivano a Maggio (56’ e 66’) due palle-gol davanti a Lobont che avrebbero chiuso la partita. Veniva invece il pareggio di Simplicio con molti “peccati” difensivi (Maggio e Fernandez giocati da Tallo che mollava il cross decisivo, Zuniga “affondato” da Simplicio sul tocco in gol). Due gol presi a difesa schierata! Il modulo (5-5-1-1) ha sofferto per il calo di alcuni protagonisti, soprattutto nel primo tempo (Zuniga e Dzemaili su tutti). Aveva funzionato alla perfezione contro il Novara e a Lecce, due club da retrocessione. Adesso si può discutere all’infinito sull’opportunità di andare in campo dall’inizio, all’Olimpico, con Pandev evitando di lasciare Cavani troppo solo in attacco. Il macedone è stato un buon inserimento sull’1-1 dando a Cavani la palla del raddoppio. Ma eravamo tutti d’accodo sulla conferma della squadra che aveva infilato due vittorie consecutive con grande personalità (centrocampo a cinque, ruoli più congeniali per Inler e Hamsik). Il cambio finale di Cavani con Lavezzi non ha dato i risultati sperati (forse il Pocho non è ancora in condizioni perfette). Guardiamo avanti. Due partite in casa (Palermo e Siena) su tre (fuori col Bologna) dovrebbero avvantaggiare il Napoli. L’Udinese e l’Inter giocheranno due volte in trasferta e all’ultima giornata c’è Lazio-Inter. Se il Napoli si farà trovare pronto potrà spiccare il salto definitivo e prendersi il terzo posto. Intanto c’è questa settimana di tre partite (martedì sera il Palermo al San Paolo, domenica il viaggio a Bologna) che mette a dura prova le energie dei giocatori (ma vale per tutti). Il Palermo, appena tre pareggi nelle ultime cinque partite, sembra stanco. Si è salvato nel derby contro il Catania con uno dei colpi celebri di Miccoli. E’ l’ometto da mettere in catene a Fuorigrotta.

