Niente campagna abbonamenti, la tifoseria insorge: "Mazzata mortale!" Ma i tifosi si dividono sulle responsabilità

Rassegna Stampa  
Stadio San Paolo di NapoliStadio San Paolo di Napoli

Non è passata inosservata, per usare un eufemismo, la scelta del Napoli e di Aurelio De Laurentiis di non far partire la campagna abbonamenti per la prossima stagione a causa dello stato dei lavori al San Paolo. Non l'hanno presa benissimo i tifosi, come sottolineato dal Mattino che ha riportato alcuni commenti di supporter partenopei a questa scelta.

"Una mazzata mortale"

Non ha usato mezzi termini Dino Alinei, storico abbonato e collezionista di cimeli: "Dal 1926 ad oggi mi mancano due, massimo tre tessere, oggi so che saranno quattro. Un buco incolmabile. Tribuna Posillipo settore C fila 13 posto 15. Quel sediolino è il mio, lo smonto me lo vado a prendere perché lì ho passato i momenti più belli e più tristi della mia vita sportiva. Una mazzata morale. Lo avevo capito che sarebbe andata a finire così - dice - Il Napoli non può aprire la campagna abbonamenti perché non può tener fede a un contratto con il sottoscrittore della tessera. Credo che abbiamo il peggiore Comune della nostra storia perché su questa vicenda andiamo avanti da anni, a partire dai tornelli. Anche la programmazione delle Universiadi è stata completamente sbagliata. Si sarebbe dovuti partire dai sediolini e non da altro. Per la pista c'era tempo"

Anche i club prendono posizione

Saverio Passaretti, presidente dell'Associazione Italiana Napoli club non fa drammi. "Mi sembra che la situazione sia abbastanza chiara: il Comune non ha garantito i termini dei lavori e la società si riserva il giusto diritto di non vendere gli abbonamenti perché non può garantire il posto ai tifosi. Ci sarà un po' da patire, ma alla fine non possiamo fare diversamente. Il grande cuore del tifoso napoletano riuscirà a superare anche queste difficoltà".

Scoppia la polemica sui social

Non sono rimasti estranei a questa polemica anche i social, con i tifosi che si sono spaccati: per alcuni, infatti, la responsabilità è tutta del Comune, per altri invece "De Laurentiis è riuscito in quello che era il suo intento era un piano pronto già da diversi anni perché si sa che il presidente non ama gli abbonati. Ora ha colto la palla al balzo per toglierli definitivamente di mezzo e non li reintrodurrà più. Diciamo addio alla tessera".

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