Mazzarri e De Laurentiis carissimi nemici: un divorzio soft che conviene a tutti

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Mazzarri e De Laurentiis carissimi nemici: un divorzio soft che conviene a tutti

MIELE a fiumi e nemmeno una parola al fiele, nella lunghissima notte dell’Olimpico. «Sono convinto che la squadra migliorerà ancora e sarò io il primo a esserne felice, come tifoso. Vado via solo per mancanza di stimoli, non perché non creda alla possibilità di un Napoli più forte di questo», ha giurato urbi et orbi Mazzarri, garantendosi in cambio la buonuscita di De Laurentiis: un dolce comunicato d’addio, pubblicato con impeccabile tempismo sul sito ufficiale. «La società ringrazia l’allenatore e il suo staff per l’eccellente lavoro di queste quattro stagioni. Con il loro costante impegno e la professionalità
hanno contribuito al raggiungimento di risultati importanti », ha replicato on line il presidente. Conveniva a entrambi salutarsi così e l’operazione mediatica è riuscita bene. Il pericolo di un addio al veleno è stato scongiurato. «Non ci sono state divergenze con la società », ha infatti ripetuto fino alla noia Mazzarri, stando attento a non urtare la suscettibilità di De Laurentiis. «Abbiamo fatto quattro anni stupendi, tutti insieme. Lascio un grande patrimonio e sono sicuro che resterà in buone mani». Diplomazia o verità? Rimarrà il dubbio ai tantissimi tifosi che avevano eletto - scrive Repubblica - l’allenatore come loro garante ed erano già pronti a interpretare il suo addio come un segnale di sfiducia nei programmi della società. Macché: il tecnico livornese ha preferito la scorciatoia di un divorzio soft, temendo che il presidente gli rinfacciasse a sua volta perlomeno un paio di torti fatti al Napoli. Numero uno: i troppi rinvii che hanno tenuto in ostaggio il club azzurro, costretto ad attendere la conclusione del campionato per mettersi alla ricerca di un’alternativa. Numero due: i presunti contatti tra l’enigmatico Walter e l’Inter, che sarebbero cominciati subito dopo il successo dell’8 maggio, a
Bologna. Mazzarri non li ha negati, lasciando intendere però che con Moratti aveva parlato il suo manager. «Bozzo è il mio avvocato e può fare il suo lavoro, ma io ho pensato fino alla fine al Napoli». De Laurentiis non aveva gradito, però, infastidito dalla logica del chiodo scaccia chiodo. Ed era pronto a replicare alle accuse: per convenienza reciproca affogate, poi, nel miele.

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