Mazzarri comunica la scelta alla squadra. Ecco cosa è stato detto negli spogliatoi
13:10
Il testimone, dopo il ko indolore di ieri sera contro la Roma (2- 1), potrebbe passare a Rafa Benitez. Il club azzurro annuncerà su twitter il nome del nuovo tecnico. Già nelle prossime ore De Laurentiis è atteso in Inghilterra, dove volerà per parlare con Benitez e offrirgli la panchina del Napoli. L’accordo con l’allenatore spagnolo è da ieri più vicino e il presidente non vede l’ora di ratificare la svolta, per lasciarsi alle spalle il burrascoso finale dell’era Mazzarri. I due si sono incontrati nello spogliatoio dell’Olimpico, ma ormai avevano davvero poco da dirsi. Il tecnico, evento più unico che raro in quattro stagioni alla guida degli azzurri, si è fatto scortare allo stadio dalla moglie: per condividere con lei l’emozione del momento. A Roma è finito un ciclo. C’è stata anche una partita, che il Napoli ha affrontato in condizioni psicologiche molto particolari, distratto dalle vacanze imminenti, dai dubbi sul futuro di Cavani e soprattutto dall’addio ormai quasi ufficiale di Walter Mazzarri. Negli spogliatoi non si è parlato della Roma, prima del fischio d’inizio. L’ha raccontato Goran Pandev in tv. «L’allenatore ha detto che ci comunicherà la sua decisione subito dopo la gara. Ci dispiace se andrà via, con lui abbiamo fatto delle grandi cose: ma il calcio va avanti e continuerà pure senza di lui», ha detto con la solita franchezza il giocatore macedone, senza sapere che la sua apparizione sul prato dell’Olimpico sarebbe durata appena 6 minuti. Il tempo di un affondo, lo scontro fortuito con Burdisso e la distorsione alla caviglia, che ha costretto l’attaccante a concludere in anticipo il suo campionato: lasciando il posto a El Kaddouri. Gli azzurri hanno avuto subito la percezione di una serata storta. Il secondo segnale negativo è stato il clamoroso errore di mira di Cavani, incapace di inquadrare lo specchio della porta da pochi passi e in perfetta solitudine (16’). Pure per il Matador non poteva essere una partita come tutte le altre, con i bagagli pronti e tante incertezze sul futuro. Si è battuto come al solito e ha reclamato anche un paio di rigori, protestando spesso con l’arbitro Banti. Ma i suoi compagni hanno dimostrato la stessa determinazione solo per un tempo, in cui il Napoli è stato complessivamente più bravo della Roma e avrebbe meritato di passare in vantaggio. Sono mancate però le forze e pure la giusta cattiveria per trovare il gol: nonostante qualche bella giocata. Gli azzurri non sono riusciti ad approfittare delle difficoltà degli avversari e si sono ripresentati dopo l’intervallo quasi deconcentrati: pensando di poter superare prima o poi la difesa della Roma. Invece è stato il reparto arretrato del Napoli ad andare in tilt dopo appena un minuto, per un errore di Britos che ha spianato la strada al gol del vantaggio di Marquinhos. Hanno dunque potuto festeggiare i pochi tifosi presenti all’Olimpico, che fino a quel momento si era fatti notare solo per i soliti cori razzisti sul Vesuvio e contro i sostenitori ospiti. Mazzarri s’è scosso sulla panchina solamente a quel punto, mandando in campo Armero e passando al 4- 3-3. Ma nemmeno il nuovo modulo ha dato la scossa a Cavani e compagni, colpiti per la seconda volta in meno di un quarto d’ora (13’ st) dalla bella rete di Destro, contrastato in modo poco deciso da Rolando. Vano e sfortunato il tentativo di parata di Rosati, tradito da un rimbalzo del pallone sulla sua coscia. È evidente che non doveva essere proprio serata, all’Olimpico. Mazzarri le ha provate tutte per non congedarsi con una sconfitta e ha gettato nella mischia pure Calaiò. Ma il gol della speranza (39’) l’ha segnato come sempre Cavani, in mischia: rete numero 104 in azzurro, 29 in campionato e sigillo sulla classifica dei cannonieri. Il vero uomo dei record è lui. Il prossimo addio farà ancora più male. Ma non è ancora detta l’ultima parola.

