Le prove di Maran, a porte chiuse, portano verso molte conferme. Quella del modulo, innanzitutto. I rossazzurri hanno provato, in partitella, il 4-3-3 e se è vero che il Catania guarda in casa propria e non vuole snaturare il gioco studiato e applicato fin dai mesi estivi del ritiro, rivoluzioni non aspettatevene. Perché l’identità si può modificare se arriva un avversario come quello partenopeo. Ma rivoluzioni, proprio no. Non ci sono margini e, forse, neanche i motivi.
ALTERNATIVE. I rossazzurri si potrebbero schierare con gli stessi uomini visti al Franchi, ma esistono numerose alternative: Bellusci al centro, Izco a centrocampo, così come Castro nei tre d’attacco, anche se quest’ultima soluzione potrebbe fare perdere aderenza con la fase di non possesso a un calciatore che è, invece, abile al momento di ficcarsi negli spazi. C’è anche la questione portiere. Frison scalpita, ma la società ha fiducia in Andujar, chiamato a sfoderare una grande prestazione, così come grande era stato contro il Genoa, in occasione delle parate finali (ricordate, su Borriello?) che hanno salvato il 3-2 finale.
RIFINITURA. Oggi, in mattinata, la rifinitura sul campo di Torre del Grifo. I rossazzurri proveranno definitivamente i movimenti che dovranno essere perfetti nel match del Massimino. Esterni d’attacco che s’abbassano fino alla linea di centrocampo, i reparti difensivo e di centrocampo molto stretti per lasciare spazio pari quasi a zero a Cavani e a chi ispira la manovra degli
azzurri.