Inter, rivoluzione in società: si avvicina l'ora di Mazzarri ma un ex mette in discussione la sua candidatura
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La ragione e il sentimento: Massimo Moratti sceglie la prima che coincide con il bene dell’Inter e, quindi, con l’addio di Stramaccioni. Il presidente dice di voler ancora riflettere e prende tempo. Ma l’esonero sembra una scelta irreversibile e l’avvento di Mazzarri un’ipotesi destinata a diventare realtà. Non è ancora scattata l'ora degli annunci ufficiali e dei proclami, ma la strategia è stata delineata con chiarezza. Il presidente - che non ha assistito al naufragio nerazzurro di domenica scorsa a San Siro - è rimasto in silenzio per quarantotto ore. Due giorni per pensarci su e maturare lentamente l'idea che forse l'Inter e Stramaccioni non sono fatti l'uno per l'altra.
Per Moratti tante questioni si intrecciano: non è solo un fatto di allenatore ma anche di assetti societari da ridefinire. Tutto quindi può cambiare radicalmente per permettere all'Inter di riorganizzarsi e tornare nel gotha del calcio italiano. Stramaccioni torna a Milano con mestizia consapevole che il suo futuro non sarà più in nerazzurro. Mazzarri, uomo che ama le sfide, si avvicina con la benedizione di una tifoseria esasperata, mentre c'è anche chi sogna l'improbabile ma suggestivo ritorno di Roberto Mancini.

